Tra i Cinquestelle c’è chi organizza il dissenso contro l’alleanza col Pd

sabato 7 settembre 18:20 - di Redazione

“Scontenti? E’ riduttivo definirci così, siamo i ribelli della coerenza“. Si sono dati appuntamento a Bologna, in una location ‘top secret’, per analizzare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle e fare il punto dopo la svolta del governo giallorosso, che a una larga fetta della base pentastellata non è andata giù. Sono gli scontenti grillini, ‘capitanati’ per l’occasione dal consigliere regionale del Lazio Davide Barillari.

Rimarcare l’identità del Movimento

“E’ l’inizio di un percorso – dice Barillari all’Adnkronos – ma non sarà né una scissione né una corrente. E’ un modo per ripartire, per dare segnali forti alla dirigenza M5S e alla nostra base”. Dissenso dunque. Bocche cucite sul luogo dell’incontro e sul numero di partecipanti. “Non sono autorizzato a dirlo, voglio evitare strumentalizzazioni. Ma c’erano tanti portavoce venuti da tutta Italia, anche nazionali“. Al termine della riunione gli scontenti hanno diramato una nota: “Vogliamo fa ripartire il sogno. Il Movimento 5 Stelle non può ridursi ad ago della bilancia fra destra e sinistra, ma deve rimarcare la sua identità. Oggi abbiamo posto le basi di un confronto costruttivo tra portavoce del M5S di diverse parti di Italia e di diversi livelli”, si legge nel comunicato.

Le concessioni ad Autostrade

Il nostro, spiega ancora Barillari, “è un progetto che sta partendo. Diciamo: mai più errori. Abbiamo analizzato le contraddizioni che hanno caratterizzato l’alleanza con la Lega e, ora, quella col Pd. Per ultima, la questione delle concessioni ad Autostrade. Su questo c’è stata una discussione molto intensa”. Il consigliere laziale del M5S non esclude “incontri in futuro con i dirigenti nazionali” del Movimento, tra cui il garante Beppe Grillo. Il passo successivo, racconta, “potrebbe essere la stesura di un documento” sulle ragioni del dissenso. Sicuramente quella di Bologna non sarà l’ultima riunione dei dissidenti M5S. “I prossimi incontri potrebbero tenersi anche a Roma o Milano”. Alla domanda se il capo politico Luigi Di Maio sia stato informato del summit bolognese, Barillari risponde: “No, non è stato informato. Ma esiste la libertà di espressione, i portavoce possono incontrarsi, legittimamente”.

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