Strage di bambini in Cina: squilibrato irrompe in classe e ne uccide otto

martedì 3 settembre 17:50 - di Redazione

Cina sotto choc per la strage avvenuta in queste ore. Appena uscito di prigione è entrato in una scuola elementare e ha ucciso otto bambini, ferendone gravemente altri due. La tragedia è accaduta nel villaggio di Chaoyangpo nella provincia cinese di Hubei. Subito arrestato il folle omicida, un 40 enne di cognome Yu, che aveva attaccato i bambini intorno alle 8 di mattina, al primo giorno di scuola dopo le vacanze estive.

Il bilancio della strage è stato confermato dalla polizia, ma non è chiara la motivazione del gesto, o l’arma usata. L’uomo, secondo un giornale cinese, il Southern Weekly di Guangzhou, era stato rilasciato a giugno dopo aver scontato una condanna per tentato omicidio. Il caso ha attratto forte attenzione da parte degli utenti di internet, con oltre 120 milioni di visualizzazioni su Weibo, il Twitter cinese.

In Cina le armi sono vietate, ma è peggio che negli Usa

Non è la prima volta che un violento attacco viene condotto in Cina contro gli studenti delle scuole elementari o materne. In Cina (a differenza degli Stati Uniti) è vietata la vendita di armi, ma le stragi non vengono comunque evitate. L’attacco è infatti l’ultimo di una lunga serie verificatasi nelle scuole negli ultimi anni come reazione violenta verso la società o a causa di problemi mentali. A ottobre, 14 bambini erano stati accoltellati da una donna davanti a una scuola a Chongqing, nel sud-ovest del Paese, mentre a inizio gennaio, un bidello aveva avuto un raptus. In preda alla follia aveva colpito a martellate 20 bambini in una scuola di Pechino. 

Il 27 aprile 2018, a Mizhi, nella provincia dello Shaanxi, nel nord della Cina, un ragazzo ha accoltellato 7 ragazzi tra i 12 e 15 anni.  Il giovane ha sostenuto di essere un ex allievo che in quella scuola era stato bullizzato. La sua irruzione sarebbe stata una vendetta postuma, sugli innocenti ragazzini, colpevoli solo di frequentare la stessa scuola dell’ex alunno. A giugno 2017, un ex studente di 22 anni fu accusato del lancio di una bomba artigianale fuori da un asilo nella città di Xuzhou, provincia orientale di Jiangsu, perdendo la vita e uccidendo altre 7 persone.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

contatore di accessi