Raptus di un bidello di una scuola di Pechino: 20 bambini presi a martellate

martedì 8 gennaio 12:50 - di Laura Ferrari

Una ventina di bambini sono rimasti feriti in un attacco in una scuola di Pechino. L’attacco contro la scuola elementare Xuanshiyifuxiao, nel distretto di Xicheng della capitale cinese, sarebbe stato condotto da uno dei dipendenti della scuola. L’uomo è stato arrestato. Tra i bambini feriti tre sarebbero in condizioni più gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita. Non è ancora chiaro quale sia stata l’arma usata nell’attacco, secondo alcune ricostruzioni un coltello, secondo altre un martello. «I dettagli non sono ancora chiari, i feriti sono tutti i bambini più piccoli e sono stati accoltellati», ha scritto sui social media uno dei genitori degli alunni della scuola. Secondo la versione del quotidiano Global Times, l’arrestato avrebbe invece usato un martello.

A Pechino l’ultimo attacco. Sei mesi fa un’altra tentata strage

Non è la prima volta che un violento attacco viene condotto in Cina contro gli studenti delle scuole elementari o materne. In Cina (a differenza degli Stati Uniti) è vietata la vendita di armi, ma le stragi non vengono comunque evitate. L’attacco è infatti l’ultimo di una lunga serie verificatasi nelle scuole negli ultimi anni come reazione violenta verso la società o a causa di problemi mentali. Il 27 aprile 2018, a Mizhi, nella provincia dello Shaanxi, nel nord della Cina, un ragazzo ha accoltellato 7 ragazzi tra i 12 e 15 anni.  Il giovane ha sostenuto di essere un ex allievo che in quella scuola era stato bullizzato. La sua irruzione sarebbe stata una vendetta postuma, sugli innocenti ragazzini, colpevoli solo di frequentare la stessa scuola dell’ex alunno. A giugno 2017, un ex studente di 22 anni fu accusato del lancio di una bomba artigianale fuori da un asilo nella città di Xuzhou, provincia orientale di Jiangsu, perdendo la vita e uccidendo altre 7 persone.

 

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