“Russiagate”, scontro sull’audio del Metropol. E il Riesame prende tempo

giovedì 5 settembre 14:24 - di Redazione
L'hotel Metropol di Mosca

I giudici del Tribunale di Milano si sono riservati sulla richiesta del difensore di Gianluca Savoini, indagato nell’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega, di ottenere il dissequestro di computer e cellulari acquisiti nel corso delle perquisizioni scattate lo scorso luglio su ordine della procura. L’avvocato Lara Pellegrini ha fatto leva sulla illegittimità del famoso audio carpito all’hotel Metropol di Mosca, sostenendo che l’audio è inutilizzabile, poiché di provenienza incerta, e dunque anche i provvedimenti di sequestro che ne sono scaturiti sono illeciti. Tesi contestata dai pm, per i quali invece l’audio è legittimo e utilizzabile. Uno scontro che, di fatto, riguarda le fondamenta stesse dell’inchiesta: quell’audio rubato è centrale per l’impianto accusatorio. I giudici del Riesame devono decidere entro cinque giorni.

Lo scontro tra difesa e pm

«Abbiamo presentato una memoria di 20 pagine», ha spiegato all’Adnkronos l’avvocato Pellegrini, chiarendo di aver «sollevato la questione di utilizzabilità dell’audio», perché «non essendo certa la provenienza del file audio non si può porre alla base di un provvedimento di sequestro». «Ho fatto anche un rilievo relativo a un problema di traduzione della conversazione che i pm hanno depositato», ha proseguito il legale. L’accusa, rappresentata dai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, nell’udienza a porte chiuse a cui non ha partecipato Savoini, ha invece insistito sulla legittimità dell’audio, considerato fonte di prova, e sulla conseguente legittimità del sequestro scattato lo scorso luglio, durante il quale sono stati acquisiti due cellulari, alcune chiavette Usb e diversi documenti che erano in casa di Savoini.

Chat off limits per la procura

La procura, però, oltre ai problemi di diritto, ha anche problemi tecnici: secondo quanto trapelato da più fonti, gli inquirenti non sono riusciti a completare la copia forense di una chat contenuta in uno dei cellulari sequestrati. Sul cellulare, è stato quindi fatto sapere, si procederà con un confronto tra le parti, una sorta di incidente probatorio per facilitare l’accesso al contenuto per ora ancora segreto.

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