Quante cautele sull’indagato per stupro Grillo junior. E se fosse stato di CasaPound?

venerdì 6 settembre 14:11 - di Vittoria Belmonte

Il ragazzo, Ciro Grillo, diciannovenne con una gran voglia di divertirsi, merita ovviamente tutte le garanzie che spettano agli altri cittadini italiani. Non è bello speculare su quest’accusa infamante di stupro arrivata da una modella scandinava con cui avrebbe trascorso una notte brava a base di alcol e forse anche altro nella bollente estate che sta per volgere al termine. Siamo in Costa Smeralda, Ciruzzolohiil (questo il nome usato dal figlio di Beppe Grillo su Instagram), con altri tre amici (tutti di alta estrazione sociale) si porta in villa (la casa paterna?) una scandinava che poi denuncia uno stupro di gruppo. Denuncia tardiva, perché arriva circa dieci giorni dopo il fattaccio.

C’è pure un filmato: gli avvocati dei giovani dicono che da lì si vede che il rapporto era consenziente. Gli avvocati della presunta vittima sostengono che dal video ben si evince che si trattò di stupro.

Roberto Giachetti, ultrà del garantismo, già avverte: guai a chi specula su questa vicenda. Per carità, e chi vuole speculare. Tanto più che alle garanzie del Codice per Grillo junior si aggiunge il fatto che il ministro della Giustizia è un grillino, Alfonso Bonafede, molto giustizialista quando si tratta di castigare i politici corrotti. E per gli altri reati?

Non speculiamo ma per vicinanza cronologica viene in mente un’analoga vicenda: quello dello stupro di Viterbo ad opera di due esponenti di CasaPound. L’evento, pochi mesi fa, meritò l’apertura dei principali quotidiani italiani, ma questo è un dettaglio. Il Pd all’epoca non aveva come adesso perso la voce. Accusava eccome. Eppure anche in quel caso i due stupratori asserirono di avere avuto un rapporto consenziente (e furono anche arrestati). Il senatore di Liberi e Uguali, Francesco Laforgia propose lo scioglimento di CasaPound e di altri movimenti di destra sostenendo che la violenza, e dunque anche lo stupro, provengono da lì, da quella cultura. Ritroverà oggi lo stesso spirito gagliardo e combattivo contro i Cinquestelle? Vedremo.

Il senatore del Pd Bruno Astorre, sempre a proposito dello stupro di Viterbo, ebbe a dire: “Di fronte a crimini di questo tipo, e nel rispetto comunque dei diritti dei due giovani arrestati che appartengono a CasaPound, la priorità è la vittima, la famiglia e la comunità di Viterbo che è ferita e sgomenta davanti a questo crimine. Tuttavia, i vertici del governo, Salvini, Di Maio e la maggioranza mettano al bando un’organizzazione parafascista come Casapound – conclude Astorre – che produce una cultura basata sulla violenza, la xenofobia e la sopraffazione”.

Intervenne anche la ministra della Salute Giulia Grillo, M5S: “Lo stupro di Viterbo è l’ennesima intollerabile offesa alle donne, aggravata dal fatto che i colpevoli sono militanti di una forza politica. Nessuna connivenza e massima severità con chi umilia le donne e promuove una cultura di sopraffazione che va combattuta in ogni modo”. ne nacque pure una baruffa (una delle tante) tra Salvini che evocò la castrazione chimica e Di Maio che rintuzzò la proposta: “Non è nel contratto”.

Basta poco insomma perché uno stupro da reato penale tutto da verificare (bisogna infatti anche tenere presente l’attendibilità della denunciante, che sarà stata opportunamente vagliata dagli inquirenti prima di stabilire se Ciro Grillo meritasse o meno gli arresti domiciliari, che non sono stati ordinati) diventi un caso politico. Eppure stavolta quel particolare “quid” non è scattato. Chissà perché. Sarà per distrazione. O per l’euforia da festeggiamenti seguito alla nascita del Conte bis. Vedremo.

Intanto qualche giornalista è riuscito a dare un’occhiata al profilo Instagram del figlio di Grillo, che è anche campione di kick boxing.  Nel commento a una sua foto il ragazzo scrive: “Ti stupro, bella bambina, attenta”. E in un altro romantico post scrive: “la tua bitch mi chiama jonny sinn”. Un riferimento, a quanto pare, all’attore porno Jhonny Sins. E ancora, come riporta il Corriere, “in una immagine del 31 agosto 2017 ripresa durante un viaggio, una vacanza studio al Macleans College, una scuola situata a Bucklands Beach, Auckland, si vede Ciro in primo piano con degli amici e il commento del figlio di Grillo che recita: «C..i durissimi in Nuova Zelanda»”.

 

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