Più donne al governo? Sì, ma ricordiamo che il Pd ha scelto le impresentabili

domenica 15 settembre 12:01 - di Vittoria Belmonte

Prendiamo Alessia Morani, fresca di nomina a sottosegretario allo Sviluppo economico. Una poltrona importante, che ci si aspetta non venga assegnata sulla base del sempre attuale Cencelli. Ci mettono una donna, per di più renziana, e va tutto a posto? Neanche per idea, perché questa retorica mielosa sulle donne al governo ha stufato, soprattutto se si infrange contro la rocciosa impresentabilità delle nominate.

Morani, che sui social è molto attiva e che in tv è sempre in qualche salotto, è una vera reginetta delle gaffe. Tra le quali una che nessuno ricorda e che ha come vittima proprio Giuseppe Conte. La deputata dem aveva postato su Twitter una foto in cui si vede Conte che suona per i pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù  con un capotasto posto sul manico dello strumento che dimostrerebbe che il premier suona per finta. Solo che quel capotasto è stato aggiunto successivamente in un fotomontaggio che è stato fatto circolare sul web, ma nella foto originale – postata da Conte sul suo profilo Fb – non c’era. Insomma una fake foto, rilanciata prontamente da Alessia Morani col seguente commento: “È tutto meravigliosamente finto. D’altronde #Conte finge di fare il presidente del Consiglio e può fingersi anche chitarrista”.

Memorabile anche la sua tesi del Tricolore nato dalle lotte partigiane e l’annuncio ai suoi fan: sono alla Camera anche se ho il raffreddore. Annuncio che la vide sommersa dalle critiche in rete. Capolavoro, infine, l’idea di un sindaco pd, a Pieve di Cento, rilanciata da Alessia in tv: coprire con delle tendine mobili le croci nei cimiteri durante un funerale laico…

E veniamo ad Anna Ascani, così giovane, 31 anni, e già sottosegretario all’Istruzione, anche lei renziana.  Intanto, va ricordato che la suddetta sosteneva che il governo Conte Uno non avesse legittimità popolare: “Il governo Conte – disse Ascani a Non è l’Arena – sarebbe stato eletto dal popolo se Lega e Cinque Stelle si fossero presentati insieme alle elezioni. Invece avrà la maggioranza in Parlamento esattamente come quelli precedenti”. E come quelli successivi, verrebbe da dire oggi. Ma il fiore all’occhiello delle sue gaffe è senz’altro lo scivolone sull’hashtag di Renzi per propagandare la riforma della “buona scuola”. Invece di scrivere #labuonascuola Ascani scrisse #labuonasola, suscitando l’ilarità del web. E chissà che non fosse un tweet profetico visto l’incarico che le è stato oggi assegnato da Conte.

Infine, una parolina va detta anche sulla ministra dei Trasporti Paola De Micheli: la poltrona le è stata concessa per la sua inefficiente missione di commissaria per la ricostruzione dopo il sisma del Centro Italia?

Sono tre esempi che demoliscono la retorica sulle donne emarginate dal potere. Una retorica falsa e ipocrita: sappiamo tutti ormai che le donne in politica si affermano grazie a un tutor maschio (Matteo Renzi o Pierluigi Bersani o Nicola Zingaretti nel caso delle esponenti Pd) e che dunque le donne hanno poco da applaudire se la quantità di presenze femminili aumenta o diminuisce. Non è quello il conto da presentare, alla fine, agli elettori e alle elettrici. Quella è solo contabilità da dare in pasto al politicamente corretto.

 

 

Commenti

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  • Luigi Ruocc 15 settembre 2019

    Giusto che ci siano più donne nel governo, ma possibilmente con più cervello di qualcuna che c’è adesso.

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