Nessuna truffa alla Sanità del Lazio: assolti gli Angelucci, altro che 15 anni!

martedì 24 Settembre 15:27 - di Redazione

Il fatto non sussiste: con questa formula il Tribunale di Roma ha assolto questa mattina il deputato di Forza Italia Antonio Angelucci, il figlio Giampaolo e altre tredici persone dall’accusa di far parte un’associazione per delinquere finalizzata a una serie di truffe ai danni del sistema sanitario del Lazio. Per gli Angelucci il pm Antonia Gianmaria della procura di Roma aveva chiesto una condanna a 15 anni di reclusione. Nel processo veniva contestata una presunta truffa da 160 milioni di euro erogati in favore della clinica convenzionata San Raffaele di Velletri. I fatti contestati risalivano agli anni tra il 2004 e il 2010.

Un’inchiesta partita nel 2008

I pm di piazzale Clodio ipotizzava anche che gli Angelucci, attraverso i quotidiani del loro gruppo editoriale avessero esercitato pressioni sull’allora presidente della Regione Piero Marrazzo. E pure sull’allora assessore alla Sanità Augusto Battaglia. Pressioni con cui evitare di far emergere le attività illecite. L’inchiesta della Procura di Velletri era partita nel 2008 ed era proseguita fino a maggio 2011. Nella ricostruzione del pm, il cuore dell’accusa era concentrato sulla creazione di un impero politico-mediatico strutturato su tre livelli. Al vertice della piramide, secondo Gianmaria, avevano operato Antonio e Giampaolo Angelucci che, attraverso le loro proprietà editoriali, avevano esercitato pressioni su Marrazzo e sull’assessore alla Sanità Battaglia per creare condizioni d’impunità nell’attività del San Raffaele di Velletri, ora non più operativa. Al livello inferiore della piramide, per il pm i dirigenti del gruppo, che avevano creato rapporti istituzionali per ottenere provvedimenti favorevoli alla casa di cura. Infine l’ultimo livello, definito esecutivo, occupatosi di produrre le false documentazioni. Una ricostruzione completamente sconfessata dalla sentenza.

La soddisfazione degli Angelucci

«Soddisfazione» di Antonio e Giampaolo Angelucci, insieme ai dirigenti del San Raffaele di Roma, per la decisione del tribunale di Roma che li ha assolti con formula piena da tutti i reati ipotizzati dalla procura di Velletri. Questa decisione «conferma il rispetto per la magistratura» nei cui confronti gli Angelucci «hanno sempre avuto piena fiducia, e rafforza il convincimento sempre avuto nella giustizia», si legge in una nota del San Raffaele. Questa sentenza «restituisce dignità e onore anche alle centinaia di lavoratori del San Raffaele Velletri, che così vedono riconosciuto il loro impegno a favore di migliaia di pazienti», conclude la struttura.

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