In migliaia per la festa di CasaPound. Alla faccia degli “antifascisti”…

domenica 8 settembre 17:34 - di Eugenio Palazzini

In migliaia da tutta Italia a Verona per Direzione Rivoluzione, dodicesima edizione della festa nazionale di CasaPound. Un appuntamento ormai tradizionale per militanti e simpatizzanti, come di consueto scongiurato da un’inutile caciara “antifascista” nei giorni immediatamente precedenti e alla fine, come sempre, svoltosi regolarmente in un clima del tutto sereno. I soliti idioti della contestazione a senso unico erano ricorsi al classico repertorio bifolco: insulti e minacce, come quelli vergognosi rivolti ad Elena Donazzan, assessore di Fratelli d’Italia alla regione Veneto. Intimidazioni che non sono serviti a intimidire proprio nessuno, anzi. Idee, analisi, dibattiti, confronti politici. Gli obiettivi di questa kermesse non sono stati disattesi e hanno dato vita a un evento di spessore. Da Massimo Fini con il suo “Storia reazionaria del calcio”, a Marco Gervasoni e Piero Sansonetti che hanno affrontato il tema della libertà di espressione in Italia. Passando per Stefano Borselli e Alessandro Meluzzi che hanno fatto il punto sugli orrendi casi del Forteto e di Bibbiano. E poi giornalisti e autori di libri su temi di stringente atrualità: Francesco Borgonovo con il suo “L’era delle streghe” e Franco Nerozzi con “Nascosti tra le foglie”. A Verona sono intervenuti inoltre il senarore della Lega, Simone Pillon e Andrea Ostellari, presidente leghista della Commissione giustizia al Senato, che ha rimarcato le sostanziali differenze di vedute con il guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede: “Il Csm per noi va riformato, serve una nuova legge che dia delle garanzie. Voglio sapere ora loro (i Cinque Stelle, ndr) con chi lo faranno”.

Un fronte sovranista

La Direzione Rivoluzione ha segnato però, in particolare, un primo incontro necessario per riflettere su quello che potremmo definire “un fronte sovranista”. “Più confronto e condivisione su ciò che c’è da fare può aiutare tutti a sbagliare meno”, così il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, ha voluto sintetizzare questa necessità di fare quadrato attorno a un fronte politico comune. “Credo che il fronte sovranista ci sia già e che possa fare parte di questo fronte anche molta gente che milita con Forza Italia anche se ho dei dubbi su di loro, almeno fintanto che Berlusconi deciderà di affidare la voce a Tajani che è l’uomo dell’Europa”, ha detto La Russa di fronte a una sala gremita, durante la conferenza sul futuro del sovranismo. Al tavolo, insieme al senatore di Fdi, la collega di partito Elena Donazzan, il deputato della Lega Jari Colla e Simone Di Stefano di CasaPound. Proprio quest’ultimo ha voluto indicare il principale scopo dell’evento: “CasaPound non ha smesso di fare politica: le nostre idee sono un valore aggiunto, sono state riprese da altri partiti e movimenti. Volevamo parlare delle varie anime del sovranismo – ha specificato Di Stefano – ora è il momento di non acuire le divisioni ma mettere insieme il buono che c’è”.

Commenti

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  • maurizio pinna 8 settembre 2019

    I compagni fanno un uso industriale della disinformazione, la Dezinformatsiya sovietica, per cui hanno consolidato un’interpretazione monumentale della resistenza che è assurta ad esempio della democrazia fondatrice della Repubblica Italiana, il peggio è che, cinicamente , deliberatamente e slealmente, avvalendosi dei compagni insegnanti ,la trasfondono nei giovani scolari mistificando la realtà storica.

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