Il Pd vuole spartirsi l’Umbria con il M5S. E già si parla di casa comune…

domenica 15 settembre 12:58 - di Redazione
Porro

Chiude la convention di Areadem, Dario Franceschini, e lancia il progetto che più gli sta a cuore e dal quale dipende la sopravvivenza di quel marchingegno scassato che è ormai il Pd: salvarsi insieme al tramontante M5S.

Replicare, a cominciare dall’Umbria, la santa alleanza contro il “mostro” Salvini, contro la destra “cattiva”, contro quelli che sanno solo “odiare”. Perché, avverte, l’incubo è stato fermato ma mica è finita qui…

Alleanza elettorale col M5S per non perdere le regioni

Dunque? Ecco, tradotto in politichese, il progetto da seguire:  “Se lavoreremo bene possiamo ragionare su una alleanza elettorale, perché no. La cosa dipende dalla legge elettorale, abbiamo nelle regioni e al Parlamento un turno unico che spinge a alleanze”. Del resto Luigi Di Maio aveva già lanciato il suo assist parlando di un passo indietro dei partiti in Umbria per lasciare spazio a una coalizione civica.

“Noi vogliamo lavorare per questo – rincara la dose Franceschini –  perché contro questa destra pericolosa le forze democratiche devono capire che devono costruire qualcosa che non è una emergenza ma un percorso politico, una alleanza, ma non i 5 stelle nel centrosinistra, una alleanza tra il centrosinistra organizzato attorno al Pd e il M5s”.

L’assist di Di Maio raccolto da Franceschini

“Oggi Di Maio – ha aggiunto – ha detto cose importanti sull’Umbria. Ora c’è l’Umbria, poi si voterà in Emilia, Calabria, Toscana. Vedremo, un passo alla volta. Le parole di Di Maio possono essere un inizio di percorso che possiamo provare a intraprendere per evitare la vittoria della destra in una regione importante”. Già, perdere la faccia pur di non perdere le regioni.

“Sarà difficile – conclude Franceschini – c’è stato un ultimo anno di violenze reciproche, noi dicevamo ‘siete della Casaleggio’, e loro dicevano che noi eravamo il partito di Bibbiano, ma proviamo a costruire una casa comune con i sassi che ci siamo tirati addossa a vicenda”. I rispettivi elettorati saranno felici, davvero felici…

 

 

Commenti

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  • BenFranc 16 settembre 2019

    Una casa comune piddì-grillini… si, ma sarà una casa piccola piccola, un “casino”, per così dire…

  • Giuseppe Forconi 16 settembre 2019

    Piu’ di qundici o sedici mesi fa, commentavo su questo sito del Secolo che Di Maio sarebbe stato come un chiodo che entra storto in un legno buono e ben stagionato e che neanche le tenaglie sarebbero riuscite a toglierlo. Ed ecco che la profezia si e’ avverata.
    Di Maio cerca di entrare in un contesto politico, non conoscendo cosa sia la politica, ma vuole entrarci con prepotenza, commettendo errori su errori, sbugiardandosi su quello che dice, promettendo e non sapere come mantenere, il tutto per una poltrona, naturalmente, come sempre a discapito di un popolo. Sempre brava gente questi comunisti da strapazzo. Amen.

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