I grillini rinnegano pure il web: «Brava Lamorgese perché non sta sui social»

giovedì 5 settembre 16:22 - di Guglielmo Federici

Questi grillini sono senza ritegno. Hanno rinnegato tutto. Anche la Rete, che è stata la loro levatrice, viene  presa a calci nel sedere dalla sera alla mattina. Alla spudoratezza di rinnegare se stessi e  i propri nemici dichiarati – il Pd di Bibbiano- aggiungono ora il plauso smodato verso la neo ministro degli interni Luciana Lamorgese, applaudita dai supperter pentastellati indovinate perché? Perché non ha proflili social. C’è da cadere dalla sedia e da sbellicarsi dalle risate. Ma come, la Rete, la democrazia diretta? Qualla che li ha fatti nascere? Solo ieri l’altro la votazione via social sulla Piattaforma Rousseau è stata salutata dal M5S come le più alta forma di democrazia e ora plaudono alla Lamorgese perché non è presente su uno straccio di social? Deliri.

Per il M5S ora non stare sui social è un merito

Cosa non si rinnega per adeguarsi al nuovo corso che salva le loro poltrone. I grillini sembrano indemoniati, posseduti. Ormai sono capaci di dire l’inverosimile per giustificare la qualunque. Rinnegare il ruolo della Rete è come rinnegare la mamma per loro. Eppure lo squallore di quel che leggiamo parla chiaro. «Dimenticatevi i bacioni, i selfie, le dirette Facebook e i moijto: al Viminale si cambia musica», descrivono su twitter gli attivisti cinquestelle, appena la neoministro ha prestato il giuramento. Allora ditelo che l’unico movente, oltre agli insaziabili appetiti di potere, era fare fuori Salvini. «Fuori Matteo Salvini, dentro Luciana Lamorgese. Il primo, 46enne milanese segretario della Lega, onnipresente sui social, un po’ meno al ministero. La seconda, 65enne potentina, avvocato e funzionario del Viminale dal 1979, non ha un account Twitter. Anzi, è l’unico ministro del Conte 2 a non avere profili attivi sui social network», scrivono e ripetono felici  i grillini che si esaltano per l’assenza di profili social della titolare del Viminale. Indecenza ridicola.

Con la Lamorgese è già amore. «La neo ministra dell’Interno, #Lamorgese, NON ha al momento Facebook, Twitter, Instagram, e non ama i social per comunicare Forse stavolta i bacioni, le foto a nutella e patatine, e i selfie dal Papeete tra culi e mojito tra un tweet razzista e l’altro ce li evitiamo», scrive Fabio, che si definisce social media manager, ciclista, attivista LGBT. Basta questo per farne l’antagonista perfetta dell’ex ministro. C’è Marco che addirittura scrive che «Un buon ministro dell’interno dev’essere come un buon arbitro di calcio: deve sparire. Più sparisce, più non fa il protagonista e più ha in pugno la situazione. Deve vedersi poco e vigilare molto». Va in frantumi anche l’ultima certezza rimasta nel mare magnum dei ripensamenti su tutto e tutti nel mondo cinquestelle: la Rete. E’ la fine.

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