Giustizia, Bonafede: “Sulla prescrizione sono pronto a parlarne con Renzi”

29 Set 2019 10:59 - di Redazione
prescrizione

«Uno dei motivi per cui Matteo Salvini ha fatto saltare il governo è stato quello di fermarla». Così in una intervista a il Fatto Quotidiano, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che afferma «non esiste alcun problema sulla prescrizione. Noi e il Pd partiamo da posizioni differenti sul tema, ma quelle sono norme già approvate, che entreranno in vigore a gennaio. Io e gli esponenti democratici siamo stati invece pienamente d’accordo sul varare una legge delega per una riforma che dimezzerà i tempi dei processi penali e civili». «E comunque – sottolinea – io non accetto che qualcuno possa fare melina sulla riforma per poi magari dire a dicembre che esiste un nodo sulla prescrizione. Lavoriamo per ridurre i tempi dei processi».

Bonafede spiega che la riforma sarà spacchettata

Il Guardasigilli spiega che la riforma potrebbe essere spacchettata in due leggi delega «per permettere al Parlamento di valutare tutto nel modo giusto. La riforma penale e del Csm e quella civile partirebbero in contemporanea in due rami differenti del Parlamento. Ma la priorità sarà approvare entro il 31 dicembre la riforma penale». I primi effetti processuali della riforma sulla prescrizione «entreranno in vigore non prima di quattro anni. Con le nuove norme – prosegue il ministro – elimineremo un’isola di impunità, innanzitutto per i colletti bianchi, ed è doveroso nei confronti di persone come i familiari delle vittime della strage di Viareggio». L’esponente grillino inoltre dice di voler «incontrare gli addetti ai lavori e tutte le forze di governo, prima che la riforma della giustizia arrivi in aula. Per esempio mi interessa molto confrontarmi con Pietro Grasso di Leu». Alla domanda se è disposto a incontrare anche Renzi, Bonafede risponde «Certamente».

Chi è il ministro della Giustizia

Nato a Mazara del Vallo, il 2 luglio 1976, Alfonso Bonafede vive a Firenze (dove svolge la professione di avvocato civilista).  Nel capoluogo toscano si è trasferito proprio per seguire gli studi universitari in Giurisprudenza. Gestisce un suo studio legale e ha iniziato la sua carriera politica nel 2006, tra le fila del Movimento 5 Stelle. È stato candidato contro Renzi a Firenze nella corsa a sindaco, ottenendo l’1,8 per cento delle preferenze. Di lui, Renzi ha detto: “Più che Bonafede, andrebbe chiamato Malafede”. Ora i due devono scrivere insieme la riforma della Giustizia. Auguri.

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