Forza Italia, altolà ai “ribelli”: «Zitti, fate fuggire i nostri verso la Meloni, Salvini e Toti»

26 Set 2019 9:52 - di Paolo Sturaro

Non c’è pace in Forza Italia. Nonostante il documento comune e gli sforzi di Berlusconi per mantenere compatto il gruppo, continua il botta e risposta tra le varie anime. La riunione alla Camera non è tranquillissima. Anna Maria Bernini “spara” ancora: «Il centrodestra non può essere a trazione sovranista e noi siamo certamente l’elemento di moderazione. Per attrarre i 12 milioni di potenziali nostri elettori, come testimoniato anche dal sondaggio di Tecnè diffuso da Tajani a Viterbo, dobbiamo puntare sui contenuti».

Gelmini replica alla Bernini

Toni diversi una invece Mariastella Gelmini: «Il nostro avversario è la sinistra nelle sue oramai variegate declinazioni, non è la Lega, non è Salvini, non è la Meloni, che pure non ci ha trattati benissimo in questi mesi», avverte. «Sommessamente ricordo che il centrodestra governa 11 regioni e 52 comuni capoluogo di provincia». «In otto di queste undici regioni e in oltre la metà di questi comuni le elezioni si sono tenute negli ultimi diciotto mesi», incalza la Gelmini.

Le fibrillazioni in Forza Italia

«A questi amministratori che hanno di fronte nella maggior parte dei casi dai 4 ai 5 anni di consiliatura, non possiamo certo dire che il centrodestra è finito. Abbiamo presidenti di regione, sindaci, assessori: a questa classe dirigente che in questa fase ci guarda un po’ smarrita e demoralizzata, vogliamo stendere un tappeto rosso per andare verso Toti, verso Fratelli d’Italia o verso la Lega stessa?. Non siamo sovranisti, non lo diventeremo. Siamo diversi», conclude l’esponente di Forza Italia. «Se fossimo la stessa cosa ci porremmo l’obiettivo del partito unico. D’altronde abbiamo governato con la Lega secessionista di Bossi, quella che diceva di avere i fucili nelle cascine. Pensiamo anche che la Lega abbia commesso degli errori, ma siamo anche convinti che occorra guardare al futuro e pensare a riconquistare il Governo del Paese, oltre che quello delle regioni e dei comuni».

Rotondi resta in trincea

Gianfranco Rotondi invece insiste nella contrapposizione. «Salvini è leader di un soggetto politico nuovo che non è più il centrodestra», afferma. «Il centrodestra è Berlusconi e potrà risorgere solo con la discesa in campo, candidatura e passaggio di testimone ad una nuova personalità che non può essere Salvini, in quanto gemello politico di Le Pen».

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