Facebook cancella CasaPound: decine di pagine e profili chiusi

lunedì 9 settembre 17:21 - di Redazione

Uno dietro l’altro, nel giro di un quarto d’ora. Tutte le pagine e i profili Facebook e Instragram di CasaPound sono stati cancellati di colpo. Account personali di dirigenti e militanti compresi. Una censura di massa, attuata nel giorno in cui il governo si presenta in Parlamento per la prima fiducia. Una circostanza che forse non è un caso: molti sostenitori di CasaPound, benché senza simboli del movimento, hanno aderito alla piazza tricolore contro il governo Conte bis, producendo un effetto moltiplicatore sui propri social, mediamente molto seguiti. La sola pagina ufficiale certificata, CasaPound Italia, su Facebook, aveva oltre 280mila follower.

Iannone: «Vogliono metterci il bavaglio»

Il presidente di CasaPound, Gianluca Iannone, sentito dal Secolo, ha parlato di «un fatto molto grave». «Questo – ha detto – è un chiaro tentativo di mettere il bavaglio a tutta quell’Italia che oggi stava in piazza senza simboli, ma con le idee molto chiare contro il governo delle poltrone a tutti i costi». Il movimento, quindi, annuncia una class action, già allo studio degli avvocati.

Cancellate anche le pagine dei consiglieri eletti

Oltre alla pagina nazionale, Facebook ha eliminato (e non semplicemente bloccato) tutte le pagine territoriali di CasaPound e i profili di decine e decine di militanti e dirigenti, tra cui quelle di esponenti di primo piano della tartaruga frecciata, a cominciare da quelle dello stessoIannone, dei due vice Marco Clemente e Andrea Antonini e dell’ex segretario Simone Di Stefano, della dirigente di Ostia Carlotta Chiaraluce. Cancellate anche le pagine di diversi consiglieri comunali e municipali, tra cui Andrea Bonazza, Maurizio Ghizzi e Luca Marsella. Cancellati anche gli account ufficiali di Blocco Studentesco e Solid.

 

 

 

 

 

Commenti

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  • Giuseppe 10 settembre 2019

    Bell’ esempio di democrazia complimenti !!!!!!!!

    questo è niente chissà cosa succederà dopo

  • tommaso bisi griffini 9 settembre 2019

    boia chi molla !

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