CasaPound oscurata sui social: l’indignazione di Feltri, Veneziani e Sansonetti

martedì 10 settembre 14:55 - di Giorgia Castelli

«Alla fine Facebook diventerà come gli spettacoli di Crozza, Luttazzi, Propaganda Live… una sala piena di borghesi globalisti radical chic ”di sinistra” che si autoconvincono della propria superiorità intellettuale e antropologica. ”Facebook è da vecchi”: ha ragione mia figlia». Su Twitter Simone Di Stefano, segretario di CasaPound commenta la cancellazione delle pagine del movimento e Forza Nuova da parte di Facebook e Instagram, avvenuta ieri. Eliminati anche numerosi profili di persone collegate alle due formazioni politiche. Una decisione che ha suscitato numerose polemiche.

«Considero molto preoccupante quello che è avvenuto – dice Marcello Veneziani, giornalista e scrittore – anche perché non si è trattato di un singolo caso, di una pagina per cui magari ci potevano essere degli estremi. Quando l’intervento riguarda più pagine è una vera e propria scelta politica, una censura politica, di movimenti che tra l’altro hanno anche una loro rappresentanza nei consigli comunali e che quindi hanno una loro presenza nel nostro Paese – continua Veneziani – Non capisco perché si debbano adottare questi provvedimenti, che poi sono ulteriormente aggravati se si pensa che esistono siti anarco-insurrezionalisti e movimenti antagonisti che invece non mi pare abbiano gli stessi problemi».

Vittorio Feltri, direttore di Libero, scrive su Twitter: «CasaPound e Forza Nuova espulsi da Facebook e da Instagram. Finalmente un provvedimento fascista. Io ho l’impressione che tutto questo sia da collegare con il passaggio di consegne al governo. Ho avuto anche un’esperienza personale di una pagina che è stata chiusa per tre giorni per una parola scritta 15 mesi prima. Evidentemente, è il vento che è cambiato». Duro anche Pietro Sansonetti, giornalista e scrittore, già condirettore dell’Unità e direttore di Liberazione, che tra poco tornerà in edicola con il Riformista. «Penso che sia una misura sciocca e di tipo autoritario. Ogni azione di censura è sempre un’azione negativa. Io sono per combattere la cultura dell’odio – spiega Sansonetti, che è stato anche ospite alla festa di Casapound che si è chiusa domenica scorsa nel veronese – ma questa va combattuta con la cultura, appunto, con la capacità di parlare, di comunicare e di convincere. La cultura della proibizione, che sta invadendo un po’ tutti, è figlia dell’odio e quindi non solo non lo combatte ma ne è assolutamente interna perché proibire è la massima espressione di odio. La proibizione – conclude Sansonetti – ha sostituito la vecchia cultura della violenza. L’odio va contrastato perché insopportabile e antisociale ma proibire significa accrescerne la quantità».

Casapound, la sinistra gongola

La sinistra come da copione gongola. «Io penso che le persone e le istituzioni che incitano all’odio vadano zittite– dice Corrado Augias, giornalista ed ex parlamentare dem – Viviamo in un’epoca in cui l’odio dilaga quindi tutti i provvedimenti dell’ambito della legalità che servono a mettere un freno all’odio sono benvenuti». In un tweet il consigliere capitolino dem Giovanni Zannola: «Facebook e Instagram oscurano i profili di #CasaPound perché incitano all’odio. Virginia Raggi ripartiamo da Zuckerberg e risolleciti il Prefetto al fine di sgomberare immediatamente la sede dell’associazione in via Napoleone III».

Commenti

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  • tommaso bisi griffini 10 settembre 2019

    zuckemberg come beria (braccio destro di stalin). boicottare Facebook.

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