“Buon senso e un po’ di follia”. Ad Atreju i sindaci di FdI spiegano la svolta a destra

domenica 22 settembre 11:12 - di Valter Delle Donne

«Quando sono arrivato all’Aquila il bando per l’assegnazione per le case popolari era destinato anche a chi non era residente. La sinistra non solo penalizzava gli italiani, ma persino gli aquilani». Lo rivela ad Atreju 2019, Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila. Il più noto dei primi cittadini di FdI, spiega con questo esempio plastico la differenza tra il “buonsenso” della destra e la demagogia delle giunte rosse.

Le buone pratiche degli amministratori di Fratelli d’Italia sono state al centro del primo incontro della giornata conclusiva di Atreju. I sindaci di Fratelli d’Italia dei Comuni capoluogo si sono confrontati in un pubblico dibattito nel quale hanno espresso la propria visione dell’amministrazione e portato la loro esperienza.

Secondo Guido Castelli, responsabile nazionale Enti Locali di FdI, «la crescita esponenziale registrata da Fratelli d’Italia a livello amministrativo documenta la sempre maggiore credibilità della sua classe dirigente. Nei territori c’è una destra che sa governare e che, allo stesso tempo, nutre di ideali le comunità. Sindaci, assessori e presidenti di Provincia, insieme alle centinaia di consiglieri di FdI nei Comuni d’Italia, sono le avanguardie di un patriottismo municipale che saprà sostenere, dalle Alpi alla Sicilia, la sfida alle stelle lanciata da Giorgia Meloni».

Cagliari, città più pulita e sicura grazie a Truzzu

Per Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, «è prima di tutto necessario avere coraggio perché le grandi sfide sono realizzabili. Sono orgoglioso di governare la mia città perché sento di rappresentare la comunità politica nella quale sono cresciuto. Voglio una città pulita e sicura ma, in linea con la sfida alle stelle, lavoriamo per Cagliari leader in Europa e nel Mediterraneo, con un grande progetto infrastrutturale, innovativo e anche avveniristico».

Fioravanti ad Atreju: “Vi racconto la mia Ascoli”

Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, punta l’indice sulla valorizzazione del territorio: «Stiamo sviluppando un piano di marketing per far rendere attrattiva la nostra città, il turismo, soprattutto dopo il dramma del terremoto, è lo strumento per ripopolare il territorio di giovani e per far sì che, dopo l’esplosione di Toscana e Umbria, sia possibile scoprire le bellezze delle Marche».

Catania riparte da Pogliese

Per Salvo Pogliese, sindaco di Catania, «i sindaci di Fratelli d’Italia sono il segno tangibile di una classe dirigente all’altezza del ruolo che ricoprono perché ci siamo formati alla politica sin dal nostro percorso giovanile. Siamo riusciti, per esempio, a far diventare Catania, dove ho raccolto un pesante dissesto finanziario provocato dal centrosinistra, la prima città in Italia che rilascia le concessioni edilizie in appena 24 ore».

A Pistoia il bonus bebè è firmato FdI

A parere del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, «il saper governare bene, anche a livello locale, non è frutto della fase politica del momento ma di una lunga partecipazione alla vita democratica e amministrativa, anche dai banchi dell’opposizione. Prova ne è, come abbiamo fatto a Pistoia, l’istituzione di un bonus bebé di 1000 euro all’anno per tre anni per le famiglie montane e non solo da spendere nelle farmacie convenzionate».

Atreju, dal sindaco di Pordenone accuse alla Raggi

Per Alessandro Ciriani, sindaco di Pordenone ha esordito con una frecciata alla sua collega Virginia Raggi. «Una Capitale che versa in una situazione vergognosa. Per arrivare qui neanche un taxi nell’arco di quattro chilometri». Ciriani ha spiegato che «la buona amministrazione la si vede nel concreto delle azioni che un sindaco e una Giunta sono in grado di mettere in campo. Abbiamo introdotto il ‘quoziente Pordenone’ per agevolare le famiglie e stiamo lavorando sulla revisione del codice degli appalti, un sistema che spesso impedisce di poter sfruttare i fondi europei per realizzare progetti a causa della farraginosità della burocrazia». 

Marsilio: “Le case popolari agli abruzzesi onesti è un segnale per la nazione”

A tracciare le conclusioni dell’incontro è Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, per il quale «la presenza di esponenti di Fdi nelle amministrazioni locali porta una nuova politica di confronto con i cittadini, che ogni giorno chiedono incontri per poter affrontare le problematiche del quotidiano. Essere in prima linea vuol dire saper offrire risposte concrete, a tutela di ciascuno, a tutela delle famiglie, ridando fiducia alle persone oneste, a chi non vuole continuare a subire soprusi. In Abruzzo l’attività proposta da Fratelli d’Italia ha visto tra i primi atti una legge che rimodula l’assegnazione delle case popolari, mettendo davanti a tutto l’onestà, l’obbligo di mandare i figli a scuola, il pagare le tasse. Diamo la precedenza a chi crede e rispetta le istituzioni, che non commette reati. Un segnale per insegnare il rispetto della Nazione, per ridare a tutti l’orgoglio di essere italiani».

Per dirla con Biondi, «per essere sindaco – nota il primo cittadino dell’Aquila – oggi bisogna essere dotati di sana follia, passione per la politica e amore per la propria terra. I sindaci sono, forse, l’ultimo baluardo di collegamento tra cittadini e istituzioni e quotidianamente toccano con mano le reali esigenze e le problematiche delle comunità che amministrano».

 

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