Attacco agli impianti di petrolio in Arabia. “Da domani benzina alle stelle” (video)

15 Set 2019 17:31 - di Redazione

Il consiglio degli analisti è pratico. Fate il pieno oggi. Da domani la benzina aumenterà. Almeno dieci centesimi al litro, secondo i più pessimisti. Dipende tutto dall’attacco delle scorse ore in Arabia Saudita. La produzione di petrolio nazionale è stata tagliata di 5,7 milioni di barili al giorno dopo l’attacco a due impianti petroliferi di proprietà della compagnia statale Aramco, lo ha reso noto la stessa Aramco. Lo stop colpisce oltre la metà della produzione totale di petrolio dell’Arabia Saudita. Il presidente di Aramco, Amin Nasser, ha dichiarato che sono in corso lavori per ripristinare la produzione e un aggiornamento verrà fornito entro circa 48 ore.

“L’attacco in Arabia guidato dall’Iran”

L’attacco di ieri che ha colpito il giacimento di Khurais, uno dei principali dell’Arabia saudita, e Abqaiq, il sito in cui ogni giorno vengono processati sette milioni di barili di greggio, dove ieri sono state colpite 15 strutture diverse (secondo una valutazione del governo americano) e che è stato ridotto a “un rottame”, avrà conseguenze. “Abqaiq è il cuore del sistema e ha appena avuto un infarto”, spiega al Wall Street Journal Roger Diwan, consulente petrolifero per Ihs Markit, sottolineando che è ancora impossibile prevedere le conseguenze esatte del raid di ieri rivendicato dagli houti yemeniti ma attribuito dagli Stati Uniti all’Iran. “Abqaiq è forse uno sei siti più importanti del mondo per l’approvvigionamento di petrolio. I prezzi del greggio balzeranno dopo l’attacco. Se il blocco della produzione è esteso, sarà probabile che si ricorrerà al rilascio di Riserve petrolifere strategiche da parte dei paesi dell’Agenzia internazionale per l’energia. In ogni caso, il rischio di una escalation di rappresaglie, che porterà a un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio, è aumentato in modo significativo”, ha spiegato in una intervista al Guardian Robert McNally, del Gruppo per l’energia Rapidan.

Riad ha fermato la produzione di petrolio del 50%

Il sito in cui dal petrolio appena estratto vengono rimosse le impurità solforose. Il petrolio viene quindi trasformato in greggio dolce, pronto per essere trasportato nelle raffinerie dove sarà ulteriormente trattato. Una fonte informata citata dal quotidiano americano ha confermato che la produzione di greggio dell’Arabia saudita è stata “pesantemente colpita” dal raid di ieri. Gli incendi divampati sono stati contenuti, si è limitato a spiegare questa mattina il chief executive di Aramco, Amin Nasser anticipando notizie più precise entro le prossime 48 ore. Riad ha sospeso la produzione di 5,7 milioni di barili al giorno, più della metà della sua produzione complessiva, e più del cinque per cento della produzione globale. La borsa saudita, il Tadawul, ha perso il tre per cento e gli investitori scommettono per l’aumento del prezzo del petrolio all’apertura dei mercati asiatici nelle prossime ore.

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