Orrore fondamentalista in Arabia Saudita, nessuna pietà: bimbo di 6 anni decapitato davanti alla mamma

domenica 10 febbraio 19:55 - di Redazione

Non è bastato disperarsi, piangere, implorare pietà per quel figlio innocente, e che aveva appena 6 anni. Non è bastato urlare, chiedere aiuto, tentare di fare appello a un briciolo di pietà ormai del tutto inesistente in quegli uomini decisi a ostentare un potere di vita e di morte e a sacrificare alla loro causa un ragazzino, decapitato a soli 6 anni davanti alla propria mamma senza potere e ormai anche senza più voce e lacrime. La loro colpa? Essere di confessione sciita e non sunnita.

Bimbo di 6 anni decapitato davanti alla mamma

Una vicenda terribile, quella denunciata dal Mirror e ripresa da Il Giornale, accaduta a Medina, in Arabia Saudita, nel silenzio e nell’indifferenza dei più. Vittime della barbarie una mamma e il suo bambino, arrivati in città per visitare un tempio. due persone semplicemente di passaggio che hanno avuto la sfortuna di incappare in una guerra fratricida che non ammette pietà, e non salva nessuno. Casuale la loro visita in città, assolutamente fortuito il loro incontro con un gruppo di sconosciuti che li hanno avvicinati banalmente, come per chiedere un’informazione stradale. Ed è con quella banalità della normalità, che la signora si è approcciata ai suoi carnefici: siete sciiti? Le hanno domandato come se nulla fosse, e la donna ha risposto ingenuamente di sì. Ingenuamente perché non ha neppure immaginato che quei passanti occasionali potessero essere dei fondamentalisti assetati di sangue e che, come scrive il quotidiano diretto da Sallusti, «senza pensarci su, hanno fatto salire con la forza i due innocenti pellegrini a bordo di una macchina per poi separare subito il piccino dalla donna». Ma quello era solo il primo atto di una tragedia tutta ancora da compiere: il bambino, infatti, terrorizzato e piangente, è stato colpito al collo con un bicchiere di vetro rotto appositamente per ferirlo a morte. Di più: per decapitarlo e aggiungere allo strazio dell’esecuzione violenta, l’orrore di una punizione senza un perché. per ferire a morte la mamma del piccolo sacrificato, invece, è bastato infliggerle la visione del massacro del figlio senza poter intervenire, senza neppur poterlo avvicinare. Vittime, entrambe, di una fede reputata “sbagliata”. E allora, come riferisce Il Giornale rilanciando quanto scritto da Shia Rights Watch, «la Ong impegnata nella difesa dei diritti degli sciiti nel mondo, ha reso noto che fino ad ora le autorità saudite non hanno commentato o preso una posizione in merito alla terrificante storia. La comunità sciita, sotto choc, ha invece dichiarato che quest’episodio è il frutto delle continue violazioni dei loro diritti e della mancanza di protezione nei loro confronti da parte delle autorità in Arabia Saudita».

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