Un governo Pd-M5s solletica gli ex Dc: “Potrebbe entrare anche Forza Italia”

sabato 10 agosto 18:32 - di Carlo Marini

Elezioni anticipate? Non sono scontate. A dirlo Gianfranco Rotondi. Intervistato dal quotidiano Il Dubbio, il vicecapogruppo di Forza Italia non esclude la partecipazione del suo partito a un nuovo esecutivo Pd-M5s. Rotondi è chiaramente ingolosito dall’idea di un governo fino a qualche tempo fa inimmaginabile. «Ci sono momenti –dice Rotondi – in cui le coscienze si liberano e alleanze nuove si possano formare. Non escludo che possa passare da una scommessa politica più audace di quella che ha messo insieme Lega e M5s. Storicamente, i partiti nascono in Parlamento e non il contrario. Potremmo anche avere delle sorprese».

Rotondi: “Salvini si illude di andare al voto, ma decide Mattarella”

Il giornalista gli chiede: “Pensa ad un’alleanza Pd- M5s?”. L’ex ministro berlusconiano replica allargando i confini: «Faccio un esempio: la riduzione dei parlamentari è nel programma sia del Pd sia di Forza Italia», quindi «si potrebbe pensare ad una legislatura Costituente che metta mano al numero dei parlamentari ma rafforzi anche l’esecutivo, con un semipresidenzialismo alla francese. Quando meno te lo aspetti la politica può mettersi a correre. Salvini pensa di aver ipnotizzato la gente con il suo messaggio bieco. Ma questo Paese ha ancora ampie fasce di società civile con le quali la politica di qualità può entrare in contatto. Può essere un’occasione storica». Sì, per un’ammucchiata senza precedenti.

«Non è questo il momento di fare alleanze. Piuttosto questo è il momento, per chi non si vuole schierare dalla parte della Lega, di creare le condizioni di una difesa costituzionale contro le accelerazioni e i diktat espressi da Salvini». Nelle parole di Enzo Carra, ex portavoce di Arnaldo Forlani e della Democrazia cristiana, poi esponente di Margherita, Partito democratico e Udc, c’è la dimestichezza con formule da prima repubblica.

I contatti tra il Movimento 5 stelle e una parte del Pd sono stati sdoganati in queste ore da Beppe Grillo, che ha invitato a non rassegnarsi alle elezioni. Un appello subito raccolto da Luigi Di Maio. Anche per questo Carra, che di questi equilibrismi è stato testimone e protagonista, si dice convinto che l’alleanza si farà.

L’ex portavoce di Forlani: “È una crisi da prima Repubblica”

«Il problema ora è quello di creare le condizioni di una difesa costituzionale ed è questo che deve essere espresso al capo dello Stato – continua Carra – Sul presunto dialogo M5s-Pd bisognerebbe capire cosa è successo davvero nelle ultime ore nella catena di comando dei pentastellati, parlarne con il gruppo dirigente autorizzato a trattare, se ce n’è uno. Certo, bisogna ricordare che gli elettorati di Pd e M5s vengono dalla stessa parte politica, in parte chi oggi vota il Movimento prima votava centrosinistra». Per Carra questa «è una crisi di governo da Prima Repubblica, in cui uno dei partiti che compongono la maggioranza si stacca e chiede nuove elezioni, credendo che si debba automaticamente andare al voto. E invece quel partito può essere sostituito, o può arrivare un governo tecnico, soprattutto in periodo di manovra come questo».

Commenti

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  • Sandro Cecconi 10 agosto 2019

    Gli ex DC soltanto? Continuerò a seguire sempre il vecchio motto: “quando i piccoli parlano, i grandi hanno già parlato.” Poi ognuno faccia pure le proprie scelte.

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