Reggio Calabria, i Cinquestelle si spaccano anche sull’aeroporto dello Stretto

giovedì 8 agosto 16:01 - di Redazione

Il Movimento 5 Stelle si spacca sull’Aeroporto dello Stretto: il vice ministro Laura Castelli ha presentato i progetti per il nuovo scalo ringraziando il deputato azzurro Francesco Cannizzaro, ideatore dell’emendamento che ha portato al finanziamento di 25 milioni di euro. Adesso, però, la deputata reggina del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni – come riporta il sito strettoweb.com – ha diffuso una nota in cui si dice “molto delusa” perché «i 25 milioni di euro stanziati dal governo a favore dell’aeroporto rischiano di essere buttati al vento per colpa della strategia miope portata avanti da Sacal. Una delle principali del “Tito Minniti”, così come certificato anche dall’Enac – aggiunge la deputata -, riguarda l’isolamento dello scalo dal territorio circostante. Il deficit di collegamenti ha, com’è ovvio, un impatto non irrilevante sul traffico passeggeri di un aeroporto che potrebbe far registrare ben altri numeri».

«La conferenza stampa – continua Dieni – ha invece messo in evidenza la strategia di corto respiro di Sacal, che ha pensato bene di investire le ingenti risorse garantite dal governo per rendere “più bello” uno scalo che corre il serio pericolo di diventare una cattedrale nel deserto. Certo, nessuno mette in dubbio la necessità di adeguare dal punto di vista sismico l’aerostazione (3,5 milioni), ma non sono troppi tre milioni di euro per la demolizione di ruderi pericolosi? E l’ammodernamento del parcheggio, per una spesa di 1,5 milioni, non potrebbe diventare superfluo se quello stesso parcheggio rischia di rimanere vuoto? E ancora: era davvero imprescindibile lo stanziamento di 5,5 milioni di euro per riqualificare i pavimenti dello scalo, o quello da due milioni per evitare l’intrusione dei droni?».

Alla deputata grillina – anche lei assente stamattina alla conferenza stampa, come riporta strettoweb.com – sfugge che sia il parcheggio che il sistema perimetrale non sono previsti per “abbellire” lo scalo ma per basilari questioni di sicurezza che oggi impongono delle limitazioni fondamentali all’arrivo di nuove compagnie aeree e quindi di nuovi voli più economici. Ma a prescindere dal merito della vicenda, la notizia è la spaccatura interna al M5S con una Dieni sempre più vicina alle posizioni politiche del Sindaco Falcomatà al punto da gettare veleno anche su un progetto sposato dalla sua vice ministro Castelli, che su quest’investimento ci ha messo la faccia non solo a titolo personale ma anche a nome di tutto il governo.

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