Miss Italia torna in Rai, il Pd protesta. Mollicone: “Femminismo sessantottino”

domenica 25 agosto 10:47 - di Redazione

«Miss Italia è una manifestazione storica e prestigiosa che valorizza la bellezza femminile e il talento artistico. I consiglieri Rai che hanno protestato per il ritorno del format sono imbevuti di politicamente corretto e inquinati dalle scorie della retorica neofemminista sessantottina». È quanto dichiara il deputato FdI e commissario di vigilanza Rai, Federico Mollicone.

«Miss Italia – prosegue Mollicone – è un concorso storico nato nel 1939, che ha anticipato mantenendo grazia e stile la selezione di donne dello spettacolo e del cinema, ben prima dei talent show che la Rai ha in programmazione e che non accendono gli animi dei consiglieri Rai sinistri, Bene ha fatto la Rai a programmare lo storico concorso. Esprimiamo la nostra completa solidarietá a Mirigliani – conclude il deputato di FdI – e un grande in bocca al lupo alle ragazze, che porteró anche di persona durante la mia partecipazione al Festival di Venezia in qualità di componente della commissione Cultura».

La nota della senatrice Valente contro Miss Italia

Il Pd, attraverso la senatrice Valeria Valente, aveva diramato una protesta indignata per il ritorno in Rai del concorso di bellezza, dopo un lungo periodo in cui è stato trasmesso su La7.  «Nel 2013 – scrive la senatrice dem – su iniziativa del presidente Rai Anna Maria Tarantola e del direttore Luigi Gubitosi, la Rai aveva deciso di non trasmettere più programmi che riproponessero un’immagine stereotipata della donna e un utilizzo del suo corpo. Tra questi anche Miss Italia che oggi, con un vero e proprio colpo di mano, viene nuovamente inserita nel palinsesto del servizio pubblico».

«Ha dell’assurdo, inoltre – prosegue la nota della Valente – che questa scelta sia stata presa senza l’approvazione del cda, i cui membri non sono stati messi al corrente. Nel nostro Paese i casi di violenza sulle donne continuano ad essere troppi. Un fenomeno che va combattuto, non ci stancheremo mai di dirlo, innanzitutto con un investimento in termini culturali sconfiggendo modelli e immagini di un rapporto asimmetrico tra gli uomini e le donne, combattendo la possibilità di utilizzare il corpo delle donne come fosse un oggetto». Insomma, per la senatrice Pd, il femminicidio e la violenza sulle donne dipendono da Miss Italia e dai concorsi di bellezza. Come se tra i talebani le donne fossero rispettate. Tremate, tremate le streghe sono tornate. Più dissennate che mai.

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