Le anime morte tramano per alleare i grillini con “il partito di Bibbiano”

domenica 11 agosto 6:00 - di Francesco Storace
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Bisogna vederli come si trascinano. Anime morte che non sanno se quello per Roma sarà l’ultimo viaggio da onorevoli. E chiedono incessantemente novità ai loro capi. “Ci salviamo?”, che fa il Pd? Ma come, non era “il partito di Bibbiano?”.

Che vergogna quei parlamentari terrorizzati dal voto. Stanno tutti lì a guardare in cagnesco i loro colleghi di Lega e Fratelli d’Italia. “Beati loro che torneranno”. Perché l’unico loro problema è la poltrona conquistata e che non vogliono mollare.

Si rivede pure Matteo Renzi, buffoncello. Trama sottobanco con i Cinquestelle per evitare il voto. Mette in difficoltà Zingaretti e per arrendersi chiederà di trattare i seggi per i suoi sodali. È penoso. Eppure fino a pochissimi giorni fa scriveva, con il fuoco, questa frase: “Mentre difendevo la comunità Pd dalle schifose strumentalizzazioni di Di Maio sulla vicenda dei poveri bambini di Bibbiano, altri aprivano ai grillini“. Ora lo sta facendo lui.

La cassa di Casaleggio

Si rivede Beppe Grillo, che parlamentare non è ma deve difendere la cassaforte di Casaleggio. E sdogana il partito di Bibbiano pur di evitare la catastrofe pentastellata alle urne. E pure lui manovra per “risollevare l’Italia”. Ma se l’avete ammazzata con le vostre follie.

Diceva Luigi Di Maio, l’altro commediante della politica: “Io col partito di Bibbiano non ci voglio avere niente a che fare, col partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli, io non voglio avere nulla a che fare».

Contrordine compagni, dai tempi di Guareschi. La sinistra è pronta a sputare sopra tutto quello che ha giurato fino ad ora, si alleerebbe pure con chi  chiama il Pd partito di Bibbiano, con tanto di veleno al curaro via social. Tutto questo per evitare il voto: in pratica si danno per morti prima dei comizi.

Lo vogliamo vedere questo patetico tentativo di ammucchiare quelli di Bibbiano con Di Maio e soci. Che non ci riusciranno perché il disprezzo popolare glielo impedirà: sarebbe davvero troppo. Non potrebbe aiutarli nell’impresa neppure Mattarella. Ve lo immaginate il Pd? Nel bunker a difendere Conte e Di Maio contro chi ha vinto le europee poco più di due mesi fa? E quanto durano? Per approvare una finanziaria monstre e senza mandato popolare?

Mani sporche sulla democrazia

Nessuna preoccupazione reale dunque, ma la triste constatazione di quante mani sporche vorrebbero manomettere la democrazia italiana. In realtà tra quelli che dicono di volere le elezioni ci sono i criminali che tramano contro il popolo per non andarci. Hanno il terrore della batosta elettorale.

Falliranno. Come farà, chi dice di opporsi al governo Conte, a non votare la mozione di sfiducia presentata in Senato? Che fanno, escono dall’aula? Mancherebbe per sempre persino il numero legale…

Certo, ci proveranno fino all’ultimo, ma andranno a sbattere contro il muro che hanno edificato. Perché si sono spinti troppo in avanti e in fondo conviene anche a certa sinistra liquidare i Cinquestelle – clamorosamente in coma dopo la triste prova di governo – e a caratterizzarsi come l’alternativa. E in fondo questa sarà la partita che farà Zingaretti. Che Renzi lo voglia o no.

Commenti

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  • EDI MEDICA 11 agosto 2019

    GRANDE, DIRETTORE!

  • Giuseppe Tolu 11 agosto 2019

    E così sia, che le anime morte dei due partiti che tramano tra di loro, si portino via tutti gli eletti e i loro elettori nel più profondo degli inferi. Amen!

  • Giovanni Pasini 11 agosto 2019

    Per me è assurda e peregrina l’idea di presentare agli elettori un centro destra “monco” senza Forza Italia. I nostri elettori hanno il “palato fine”, quelli più centristi potrebbero non votare FdI o Lega. Non sono trinariciuti come i rossi, che votavano diligentemente chunque, come in Toscana, quando gli presentarono la democristiana Bindi e la votarono, sia pure mugugnando. Bisogna presentargli un’offerta variegata; anche gli elettori che ancora seguono Berlusconi condividono la quasi totalità delle istanze di Lega e FdI, ed i tre partiti governano insieme regioni e comuni importanti: perché rischiare di perdere qualche collegio, quando l’alleanza organica può vincere a rullo compressore, e mettere finalmente all’angolo i rossi? Approvo particolarmente l’idea di favorire al massimo un rilancio della natalità, è la massima emergenza ed urgenza nazionale, più ancora del debito pubblico; ed è molto intelligente la tassazione ridotta del reddito incrementale, invoglia le imprese a rimboccarsi le maniche, e l’Europa non potrebbe eccepire nulla, non è una fonte di maggiore deficit.

  • rino 11 agosto 2019

    Speriamo bene… Non bisogna sottovalutare la forza organizzativa del PD, lo abbiamo visto a Policoro. Poi c’è il presidente, in linea con l’Europa e che potrebbe rifilarci il governo tecnico o il governo di scopo che tasserebbe ancora li italiani e affosserebbe ancora, se fosse possibile, l’economia. FdI hanno bisogno di Salvini per andare al governo e i risultati delle europee non sono una garanzia, quelle percentuali potrebbero non ripetersi.
    Salvini commette l’errore del PD e cioè di abbassare le tasse alle imprese invece che agli italiani. Le imprese sono tali perché devono fare cassa, non c’è speranza che con meno tasse abbassino i prezzi. L’economia può decollare solo con più soldi in tasca alla maggioranza degli italiani.
    Infine bisogna togliere dalla costituzione il pareggio di bilancio, perla di Monti e del PD, che esiste solo in Italia.

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