Governo, la corsa alle poltrone al rush finale. E qui casca l’asino: ci sono i renziani

giovedì 29 agosto 11:31 - di Fabio Marinangeli

C’è l’incarico, c’è l’accordo di massima. Al rush finale c’è la corsa a chi si siede per primo sulle dorate poltrone dei ministeri. La trattativa dura da giorni, ma vanno ancora limate parecchie situazioni. Conte ha una prima lista, che sarà suscettibile di varie modifiche. Secondo fonti parlamentari, al Nazareno dovrebbero andare ministeri di primo piano come gli Esteri, dove continua a circolare il nome di Paolo Gentiloni. Ma non calano nemmeno le possibilità dell’attuale ministro, Enzo Moavero Milanesi.

Per la scelta dell’inquilino della Farnesina, potrebbe avere il suo peso la scelta del commissario Ue per l’Italia: Roberto Gualtieri, lo stesso Gentiloni e Enrico Letta tra i “papabili”. Altra casella di peso è quella del ministro dell’Economia. Qui serve il gradimento del Quirinale. Si profila una “new entry” con un tecnico. In pole per il ministero guidato finora da Giovanni Tria ci sarebbero il ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, l’ex direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi. Tra i nomi che circolano in queste ore ci sarebbero anche l’ex presidente dell’Istat, Enrico Giovannini e l’economista Lucrezia Reichlin.

Allo Sviluppo potrebbe andare Paola De Micheli. Il nome di Maurizio Martina circola con insistenza (alle Regioni), cosi come quello di Ettore Rosato (Rapporti con il Parlamento). Per i renziani, però, potrebbero avere chance Lorenzo Guerini (che dovrà lasciare il Copasir), Anna Ascani (Cultura), Simona Malpezzi (Istruzione).

La pattuglia pentastellata dovrebbe contare su Stefano Patuanelli (Infrastrutture), Alfonso Bonafede (Giustizia, ma anche Orlando sarebbe in corsa per via Arenula se non sarà vice premier), Riccardo Fraccaro (Pa). Potrebbe restare dov’è Giulia Grillo. Disco a parte merita Di Maio, potrebbe avere la Difesa (dove però potrebbe essere confermata la Trenta) o l’Interno, dove resta molto quotato anche Franco Gabrielli. Se, però, nel gioco degli incastri il Viminale dovesse andare al Pd, circola di nome di Franceschini o di Emanuele Fiano. Oltre a quello di Gabrielli, c’è anche un altro tecnico che potrebbe trovare spazio nel governo “giallorosso”: Raffaele Cantone, per lui possibile la Giustizia o le Infrastrutture. Altro tecnico potrebbe essere Roberto Cingolani, all’Istruzione.

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