Calenda, lettera d’addio al Pd: «Io non ho nulla in comune con Grillo e Casaleggio»

mercoledì 28 agosto 13:50 - di Fortunata Cerri

«Caro Nicola, Caro Paolo, vi prego di voler accettare le mie dimissioni dalla Direzione nazionale del Partito democratico». Carlo Calenda in una lettera indirizzata a Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni comunica la sua decisione di lasciare la direzione del Pd perché in disaccordo con la scelta, del partito, di varare un governo con il Movimento 5 Stelle. «È una decisione difficile e sofferta – spiega l’ex ministro – Nell’ultimo anno e mezzo ho sentito profondamente l’appartenenza a un partito che, per quanto diviso e disorganizzato, consideravo l’ultimo baluardo del riformismo in Italia. Per questo mi sono iscritto al Pd all’indomani della sconfitta più pesante mai subita dal centrosinistra. In questi mesi ho cercato di dare in tutti i modi un contributo di idee e di iniziativa politica. Insieme ci siamo battuti alle elezioni di maggio con coraggio e coesione, raggiungendo un risultato non scontato. È stata un’esperienza entusiasmante. Ho scoperto la tenacia di una comunità di elettori e militanti pronta a combattere per lo Stato di diritto e per la permanenza dell’Italia tra i grandi paesi europei; nonostante tutto e spesso nonostante il Partito».

Calenda: «Mai fare accordi con chi ha valori opposti»

Poi l’affondo. «Penso che in democrazia si possano, e talvolta si debbano, fare accordi con chi ha idee diverse, ma mai con chi ha valori opposti. Questo è il caso del M5S», sottolinea l’eurodeputato. «Sapete bene che nulla abbiamo in comune con Grillo, Casaleggio e Di Maio. Ed è significativo il fatto che il negoziato non abbia neanche sfiorato i punti più controversi: dall’Ilva alla Tav da Alitalia ai Navigator. Un programma nato su omissioni di comodo non è un programma, è una scusa», dice Calenda. «Stringendo l’alleanza con il M5S, il Pd rinuncia a combattere per le sue idee e i suoi valori. E questo non posso accettarlo», scrive tra le altre cose l’eurodeputato che prevede: «Le elezioni arriveranno. Le avete solo spinte più in là di qualche metro. Quando sarete pronti a lottare ci troveremo di nuovo dalla stessa parte. Con amicizia».

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