Volete onorare quel carabiniere? Guerra senza quartiere alla droga. E senza alibi

domenica 28 luglio 6:00 - di Francesco Storace

In un paese serio, il presidente del Consiglio convocherebbe la seduta dei ministri per domani, in concomitanza con i funerali di Mario Rega Cerciello. All’ordine del giorno, la lotta senza quartiere al flagello della droga. Sarebbe la maniera migliore per onorare il sacrificio di un eroe del nostro tempo, assassinato da due sbandati dell’America, a cui non bastava mai il vizio di cui si nutrivano.
Ma non accadrà, perché viviamo il tempo delle parole. Ieri si sono sentite le prime voci della politica sul tema: quanto dureranno?
Eppure prima o poi bisognerà a far capire alle istituzioni – e a questa società codarda – che è proprio la droga che sta ammazzando la gioventù. E le vittime della gioventù. L’assassinio del carabiniere è stata determinato da qualche grammo di “roba”. Uccidi con otto coltellate – quanto tempo dura un’esecuzione del genere? – la persona che hai di fronte. Hai il cervello in bambola, dentro di te non hai più né anima né cuore. Sei una alieno. E distruggi la vita altrui.

Dilaga il consumo degli stupefacenti

Dopo la retorica di giornata – se vogliamo anche necessaria, perché comunque il dolore è stato sincero –  vi fermate a ragionare? Lo metterete un freno a una deriva che ormai colpisce fin dall’età più giovane? Intervenire tocca innanzitutto al legislatore, per uscire definitivamente da quella logica sessantottina per cui nulla deve essere proibito. Mettiamoci in testa una volta per tutte che un drogato non è un malato a cui dobbiamo prestare cure. Quando ti droghi sai benissimo che cosa stai facendo, mentre non è il malato a scegliersi la malattia. Basta con la compassione per chi si intossica. Anche chi consuma è colpevole. Stop alibi.
Poi i sindaci. Ripulite dalla droga le città. A Roma c’è tutto, ovvero manca tutto. Servizi. Strutture. Ma “in compenso” la droga scorre a fiumi. La città è abbandonata a se stessa. La cultura dello sballo domina, non ci sono presidi di polizia a sufficienza. Chi dedica la propria vita al contrasto delle tossicodipendenze?
E’ impressionante – ovunque, non solo nella Capitale, ahinoi – il dilagare dei nuovi modelli di consumo di stupefacenti. Aumentano le morti per droga. In tutta Italia centotrentamila persone sono in carico ai servizi pubblici per le dipendenze patologiche. Siamo quarti in Europa nella tragica statistica sul consumo di cocaina. Ma la politica si batte per la cannabis in negozio.
Invece, bisognerebbe contrastare con tutti i mezzi un fenomeno che è criminale.

L’uomo ridotto a larva

Lo impedisce la demagogia. E viene da chiedersi perché a sinistra si intestardiscano rispetto ad una battaglia che dovrebbe essere comune.
C’è chi ancora insiste sulla liberalizzazione delle droghe. Dicono che bisogna sconfiggere così la mafia e il mercato che prospera sulle “dosi” di morte vendute agli angoli delle strade. Nel mondo di utopia, quella stessa droga smerciata invece in tabaccheria non modificherebbe in nulla la riduzione a larva di chi ne fa consumo. Ed è ciò che si ostinano a non capire. Non ci deve essere alcuna tregua, invece, per i mercanti che la spacciano. E nessun permissivismo per chi la compra. Perché rovina se stesso e la gente che lo circonda. Lo ripeteremo sempre: drogarsi non è un diritto, ma un delitto contro se stessi e contro la società.

Commenti

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  • giuseppe torelli 29 luglio 2019

    Se vogliamo fare una lotta seria serrata e senza tentennamenti contro l’universo della droga battetevi per il ritorno attivo nazionale del Colonnello Sergio Di Caprio lasciato muffire,per essere stato esempio di capacita’ operativa e serieta’ nella lotta contro la Mafia,in una stanza anonima e isolata della Forestale.Senza persone della sua tempra e del suo e nostro amore per la Patria,tutti naufragheremo e marciremo nella merda.Redazione ,apri la botola e buttati all’opera.

  • Carlo Cervini 29 luglio 2019

    Il vero problema è: siamo veramente un paese serio ????????………….la realtà dice il contrario, tra pochi “eroi” che lavorano onestamente, rispettano leggi e regolamenti, si danno da fare per gli altri, convive una moltitudine, un esercito che si arrangia tra assistenzialismo di tutti i tipi, droga, sballo, evasione fiscale, furti e rapine, lavoro nero ignoranza grassa e piccole e grandi violenze al prossimo vicino e lontano………………

  • leonardo 28 luglio 2019

    sono un medico;approvo la segnalazione di urgenza a prendere cognizione di questa problematica(che dura da anni- ve la ricordate la campagna contro muccioli)?sulla quale speculano tutti.Ma non solo la droga ma anche l’alcol fonte di guadagni enormi da tutta la catena interessata ovvero dai vinicoltori ai venditori.
    Imbarazzante constatare che i due stranieri siano venuti in italia per bere e drogarsi;è questa la dimensione culturale di questo paese?Infine una provocazione:perchè non proporre che a dirigere le indagini venga chiamati i giornalisti Sarzanini e Bonini e perchè non pensare ad un servizio d’ordine pubblico costituito da parroci e suore?
    cordialità
    lBusato

  • pietro meucci 28 luglio 2019

    D’accordo al mille per cento. Gli spacciatori non vanno messi in galera, vanno ammazzati sul marciapiede.

  • Giuseppe Forconi 28 luglio 2019

    Salvare il salvabile, aiutare chi e’ caduto nella trappola della droga, ma riprestinate la pena capitale per i spacciatori e per chi importa le droghe.

  • Giuseppe Forconi 28 luglio 2019

    Vedrete ora come si armeranno gli avvocati USA, sotto il diritto di che nessuno puo’ essere giudicato o condannato fuori del proprio territorio americano. La vicenda durera’ anni, fino a quando morira’ nel dimenticatoio. Se poi ci aggiungete la inettitudine del nostro governo con l’appoggio del MAE, allora altro che anni, se ne riparlera’ alle soglie del prossimo millennio. Non dimenticate di chiedere a saviano se e’ contento che e’ stato ucciso un carabiniere, dato che li odia tanto.

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