Un tecnico Apple svela: “Ascoltiamo le vostre conversazioni attraverso Siri”

martedì 30 luglio 13:53 - di Carlo Marini
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La notizia è stata pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian, che ha ricevuto la confidenza di un esperto informatico della Apple. “Le conversazioni tra l’utente e l’assistente vocale Siri sono ascoltate regolarmente dai dipendenti Apple”. Nessuna privacy, dunque. Non solo: tutte le informazioni sensibili, ma anche le più intime sono ascoltate dai signori della Apple. Dalle abitudini sessuali allo stato di salute, dalle informazioni di lavoro a quelle di interesse nazionale. Immaginate le conseguenze quando chi usa Siri è un funzionario pubblico, un potente imprenditore, un alto ufficiale della Difesa o un uomo politico.

La fonte anonima di Apple al giornale inglese

Apple non ha mai detto esplicitamente che quanto viene detto a Siri viene ascoltato da esseri umani. L’azienda di Cupertino ha sempre glissato su questo aspetto, lasciando intendere che il sistema fosse completamente automatizzato. Invece, dietro il software molto sofisticato, c’è un gruppo di persone in carne e ossa. Uomini e donne che diventano i depositari dei segreti delle persone. “Le vite degli altri”, per citare un film dedicato allo spionaggio della Stasi nella Germania dell’Est, vengono ascoltate dai tecnici della Mela. I nuovi spioni del terzo millennio.

Apple ha replicato sostenendo che utilizza molte precauzioni per proteggere gli utenti dalla possibile connessione fra le voci e i nominativi delle persone. In primis, l’audio non è collegato all’Apple ID dell’utente. Quindi i tecnici conoscono i “peccati”, ma non i “peccatori”. Inoltre, chi ricopre l’incarico firma diversi documenti di riservatezza. Dobbiamo fidarci, quindi, immaginando che i tecnici in questione mantengano il segreto su di noi. Come dei moderni confessori digitali.

Non solo Siri: ci “spiano” anche Alexa e Google Home

Il problema della privacy e degli assistenti vocali sempre più informati sulle nostre vite riguarda anche Amazon e Google. Con Alexa e Google home si riscontrano analoghi limiti alla riservatezza dell’utente. Emblematico quanto accaduto in New Mexico. A finire in manette, tale Eduardo Barros, di 28 anni, dopo che lo stesso ha picchiato violentemente la fidanzata di fronte alla loro figlia, in una località nei pressi della città di Albuquerque. Il tutto è nato dopo una normale lite che nel giro di breve tempo è degenerata. Quando l’uomo a iniziato a minacciare di morte la donna, Alexa (assistente vocale di Amazon che in genere si piazza nel soggiorno di casa) ha “autonomamente” chiamato il 911. La polizia è arrivata giusto in tempo per evitare il peggio. Alexa ha chiamato la polizia in automatico o lo ha fatto qualche anonimo operatore del gruppo di Jeff Bezos? Alla luce delle ultime rivelazioni di Apple, la domanda è legittima.

 

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