Umiliato l’eroe di Nassiriya: deve pagarsi la medaglia. Meloni: «Lo Stato si vergogni»

venerdì 5 luglio 12:15 - di Leo Malaspina

«A distanza di 16 anni dal terribile attentato a Nassiriya, lo Stato chiede a uno dei superstiti i soldi per il conio della medaglia al valore. Medaglia che, per protesta contro lo Stato che non gli riconobbe il peggioramento dell’invalidità, restituì (a sue spese). Il governo non si macchi di tale vergogna e impedisca questa ingiustizia contro un servitore dello Stato sopravvissuto a un attentato», denuncia Giorgia Meloni sulla sua pagina Fb.

Una storia davvero incredibile, quella di Pietro Sini, 55 anni di Porto Torres, sopravvissuto all’attentato del 12 novembre 2003 a Nassiriya: a lui lo Stato  ha chiesto il pagamento di 1458 euro per le spese sostenute per il conio della medaglia d’oro al valor civile, consegnata dal presidente Napolitano in seguito alla strage nella città irachena. Una duplice beffa, visto che quella medaglia Sini l’aveva restituita per protestare dopo il mancato riconoscimento dell’aggravamento della sua invalidità.
In un video su Facebook manifesta tutto il proprio disappunto: “È una cosa assurda, sono stato io stesso, a mie spese, a restituire la medaglia al comando generale dell’Arma, portandola fino a Roma – spiega – Sono sicuro che questa sia una presa di posizione contro di me, perché ho affrontato lo Stato pubblicamente”.

Commenti

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  • Sandro Cecconi 5 luglio 2019

    In una nazione dove si permette ad un parlamentare italiano di accusare la GdF per quanto avvenuto a Lampedusa soltanto pochissimi giorni orsono, per non parlare di quei cinque parlamentari che sono saliti su quella nave pirata tedesca battente bandiera olandese, cosa ci potevamo aspettare? Solo una vergogna come questa che è stata mandata avanti da un ministro da cui dipende l’Arma dei Carabinieri.

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