Se domani Toti non molla Beirut, lo chiameremo er sor Tentenna

venerdì 5 luglio 6:00 - di Francesco Storace

Un po’ di coraggio ancora, presidente Toti, perché nessuno capisce che ci sta a fare in un partito ormai balcanizzato. Domani a Roma il governatore della Liguria raduna i suoi fedelissimi. Ma non si capisce ancora per cosa. E se non lo chiarisce mollando Beirut – Forza Italia, nessuno gli toglierà l’appellativo di Sor Tentenna.

Perché se domani sarà solo una conta interna al partito di cui è stato nominato coordinatore assieme alla Carfagna, è un po’ poco rispetto alle attese della vigilia. Quando la manifestazione del Brancaccio fu convocata, la sensazione era quella dello strappo finale. Con tanto di nuovo simbolo.

Il segnale su Sassoli

Lo scorso 26 giugno Toti aveva invocato un segnale concreto da Fi entro la manifestazione di domani “o si perde tempo”. Il segnale è arrivato: la scheda bianca in Europa nel voto su Sassoli. Neanche la battaglia nel Ppe per impedire l’umiliazione di un popolo che ha fatto stramazzare al suolo la sinistra.

Ai suoi amici del Lazio, il governatore confida a chi gli chiede quanto durerà l’agonia dentro Fi “ancora per poco mi sa!” E in verità dicono che in queste ore stia ancora a decidere la strada da percorrere da domani in poi.

Toti non vuole farsi “alfanizzare”, ed è comprensibile, anche per scansare le solite accuse di tradimento. Ma se domani se ne uscirà con un altro penultimatum sarà lui a risultare meno credibile.

Il trattino e la ruspa

Dovrebbe dire: ho atteso troppo, all’ammuina non ci sto più. Ad alcuni suoi amici continua a ripetere che fino a sabato ha bisogno di bocce ferme… “per portarmi dietro più gente possibile senza dare a nessuno la possibilità di costruire narrazioni strampalate”. Purtroppo per lui, deve invece convincersi che non avrà mai l’unanimita’ dei suoi. Un leader decide e trova chi lo segue.

Se invece Toti insegue una specie di trattino che unisca centro e destra ha capito ben poco di come vanno le cose. Il politichese non affascina da tempo il popolo italiano. Se insegui il trattino vince la ruspa.

Parliamoci chiaro. Lungi da noi sottovalutare la sfida lanciata da Toti agli azzurri. Recentemente gliene ha cantate con chiarezza: “Ma perché Gelmini, Biancofiore e altri hanno paura del dibattito? Poca abitudine? Paura del giudizio dei nostri simpatizzanti e militanti? Già nostalgia per i nominati che ancora son tutti li? Dite la vostra invece di criticare. La Democrazia che vogliamo è anche per voi!”.

Ma anche qui sta il paradosso, perché non si parla mai di politica ma più che altro solo di organizzazione interna. Che è importante, ma che ci fai senza la discussione sulle scelte politiche vere e proprie?  

Toti uscire da Beirut e affiancare la Meloni. Se rispetterà la nostra gente e le sue idee, la nostra gente rispetterà lui. Se dovesse cominciare di nuovo con le solite noiose disquisizioni di cui non frega nulla a nessuno su partiti e minoranze sbaglierà. Perché tutti dovremmo essere un’unica maggioranza con una unica leadership. Un po’ più fresca, diciamo. E che con Toti filerebbe benissimo. Senza una scelta netta, rischia di rimanere solo. 

Commenti

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  • Giuliano Biasiotto 5 luglio 2019

    E’ molto strano che il Secolo d’Italia auspichi l’indebolimento di Forza Italia, alleata di Fratelli d’Italia, mediante il tradimento degli ideali liberaldemocratici da parte del governatore della Liguria Toti aderente a Forza Italia.

    • Francesco Storace 6 luglio 2019

      Semplicemente si prende atto del casino interno a Forza Italia

  • Sandro Cecconi 5 luglio 2019

    Tersigni, proprio ieri e nei giorni scorsi ho scritto come commento che per la carica di Commissario alla Concorrenza il migliore è in assoluto proprio Tremonti per due ordini di motivi: a) è avvocato fiscalista, quindi giurista. b) è sovranista e molto preparato di cui, sono convinto, in Europa hanno tutti paura e proprio per questo lo voterebbero molto difficilmente gli altri.

  • Sandro Cecconi 5 luglio 2019

    Tersigni, il suo intervento è composto di due parti. La prima del tutto senza senso e soprattutto da tifoso sciocco di colui che ha iniziato la guerra proprio contro la Signora Meloni nella sua spudorata propaganda alle elezioni europee.

    Sulla seconda parte si può ragionare ma soltanto dopo aver ritirato la prima che è irricevibile.

  • Sandro Cecconi 5 luglio 2019

    Tutti siete saliti su quel treno, ma molti di voi lo avete pugnalato alla schiena

    Evidentemente lei ha visto un film diverso dalla realtà.

  • Amelia Tersigni 5 luglio 2019

    Se non restare uniti siete finiti tutti e tre…..

  • Amelia Tersigni 5 luglio 2019

    Attenzione!.
    Senza Berlusconi Voi non andate da nessuna parte:
    -Salvini sarà fatto fuori dai suoi amici Grillini.
    Di Maio & C.non contano nulla, sono le classiche teste di legno dietro le quali si celano menti sopraffine…
    Il pericolo di un globalismo non è svanito, ma sta alla stretta finale.
    Se il centro dx si spacca per noi Italiani è finita.
    In questo momento e come non mai bisogna stare uniti.
    Finitela con le beghe da cortile.
    Se uniti sarete imbattibili, disuniti tre nullità.
    Cercate di fare entrare Tremonti in qualche incarico di governo europeo.
    Cambiare l’Europa standone nell’ interno… al di fuori Voi e Noi massacrati…..

  • Sandro Cecconi 5 luglio 2019

    Storace, è sicuro che gli europarlamentari di FI abbiano votato scheda bianca per l’elezione di Sassoli? Stando ai numeri credo proprio di no.

    • Francesco Storace 5 luglio 2019

      Sto alle loro dichiarazioni

  • Pierino 5 luglio 2019

    Ma cari signori, di che cosa si sta parlando.
    L’unico politico/imprenditore amante della sua bella Italia era ed è Silvio. Sul treno di Silvio che è stato capace in solo 3 mesi di campagna elettorale, ad annientare la parata trionfale del PC che senza interlocutori validi si apprestava ad andare al governo.
    Programma e ambizioni avvallate da buona parte del Popolo Italiano. Tutti siete saliti su quel treno, ma molti di voi lo avete pugnalato alla schiena. Lasciato solo nei tradimenti di
    1°- Bossi (poi ravveduto),2°-Fini (riesumato dal ghetto),3°- Alfano (Incapace), ora Toti. Gente che hanno solo fatto chiacchere e portato avanti solo le loro ambizioni personali.
    Salvini che anche lui si chiama Matteo, con l’alleanza ai grillini che sono sempre maggioranza in Governo, segna il passo e ora mi sembra anche lui attaccato alla poltrona. L’italia a bisogno di sviluppo e non solo battaglia contro i migranti. Il programma del centrodestra dovè cestinato?????

  • Paolo 5 luglio 2019

    Sono un ammiratore di Giorgia che voto da tempo; considero però quest’articolo una inutile feticchia e mi sorprendo che sia opera di Storace perchè mi è sempre piaciuto e non lo conoscevo come un rancoroso di ultima che con le sue considerazioni fa dire anche ad un fedele come sono io: tutti i partiti hanno all’interno degli inutili personaggi nati solo per far perdere voti. Scripta manent….

    • Francesco Storace 5 luglio 2019

      E che ti è preso? E’ un’analisi su quel che succede… Mica c’è da offendersi

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