Scuola nel caos, il Tar annulla il concorso per i presidi. I sindacati: una cattedra su 8 scoperta

mercoledì 3 luglio 13:07 - di Redazione

Il Tar del Lazio ha annullato lo scritto dell’ultimo concorso per i presidi. Fonti del ministero dell’Università e della Ricerca fanno sapere che il Miur sta già predisponendo, con l’Avvocatura dello Stato, appello al Consiglio di Stato. Il Tar, in particolare, ha accolto il ricorso sulla base di una censura giudicata infondata dai tecnici del ministero: non sussistevano, secondo il dicastero, i presupposti per la ritenuta incompatibilità di alcuni commissari. Moltissime le reazioni: “La decisione del tribunale si basa essenzialmente sull’illegittima composizione della commissione. A settembre una presidenza su otto sarà scoperta”. È quanto denuncia Udir (Associazione nazionale dei dirigenti scolastici, delle professionalità dell’area dell’istruzione e della ricerca) dopo che il Tar del Lazio ha annullato tutta la procedura concorsuale per gli ammessi dopo le prove preselettive per imperfezione delle commissioni formate. Udir chiede dunque al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di “adottare la stessa procedura straordinaria fatta per l’ultimo concorso in Lombardia per salvare il merito dimostrato dai candidati, da confermare, comunque, da subito nei ruoli di presidi”. Nel frattempo, il sindacato raccoglie le adesioni per appellare la sentenza in Consiglio di Stato.

I sindacati: per la scuola ora inizia un calvario

“Un vizio di forma travolge il concorso a presidi: il Tar del Lazio rileva un mancato controllo e un difetto di vigilanza che il Miur avrebbe dovuto svolgere. Inizia un calvario giudiziario che vede, sia negli esclusi che nei vincitori di concorso, le vittime di un sistema che mostra, ancora una volta tutti i suoi limiti”. Così la Uil scuola che, attraverso i propri uffici legali, cercherà di intervenire al fine di tutelare tutti i propri iscritti, sia quelli esclusi dal concorso, che a favore di tutti i candidati che legittimamente hanno superato le diverse fasi concorsuali. “Chiediamo, però, l’immediato intervento del Ministro e di tutto il suo staff – continua il sindacato – affinché intervenga per garantire i diritti di tutti i candidati, nessuno escluso. La stessa politica è anche chiamata alla sua responsabilità oggettiva e a mettere in discussione un sistema che ha mostrato di non essere non solo inefficace, ma incapace a risolvere problemi di selezione che vanno sicuramente cambiati”.

Il Codacons a fianco dei candidati esclusi

E dopo la sentenza del Tar Lazio che ha annullato le prove scritte dell’ultimo concorso per i presidi, il Codacons scende in campo a tutela dei candidati esclusi. “Il ministero dell’istruzione ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar – spiega l’associazione – In tale ambito tutti i candidati bocciati alla prova scritta possono intervenire dinanzi ai giudici per far valere le proprie ragioni e chiedere la conferma della sentenza del tribunale amministrativo. In modo del tutto assurdo e scriteriato – prosegue l’associazione – i sindacati affermano che l’annullamento del concorso è una tragedia, ma al contrario è una salvezza per i tanti dirigenti scolastici ingiustamente esclusi e per l’intero settore dell’istruzione, che non può basarsi su prove irregolari e caratterizzate da illegittimità”. “Per tale motivo – conclude l’associazione – il Codacons difenderà con ogni mezzo la decisione del Tar e invita tutti gli aspiranti presidi a scaricare da oggi sul sito www.codacons.it il modulo per intervenire dinanzi al Consiglio di Stato e difendere i propri diritti lesi da un concorso fuorilegge”.

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