Scrive «amministrazione ridicola». Trova i vigili a casa: «Chieda scusa al sindaco»

mercoledì 24 luglio 14:46 - di Redazione

Non siamo alla crocifissione in sala mensa di fantozziana memoria, ma insomma poco ci manca. A Peschiera Borromeo, 23mila abitanti nella fascia milanese, una cittadina è stata costretta a mandare una lettera di scuse al sindaco di centrosinistra, Caterina Molinari, per aver osato scrivere sulla pagina Facebook del Comune «Amministrazione ridicola». Iniziativa, quella delle scuse scritte, “caldeggiata” dal capo dei vigili in persona, dopo che la signora era stata raggiunta sotto casa da una pattuglia che la invitata a presentarsi davanti al comandante. «Ha urgente bisogno di parlare con lei», le hanno intimato gli agenti.

Per il sindaco è «una cosa normalissima»

A denunciare per primo la vicenda, che risale a fine giugno, è stato l’esponete di Fratelli d’Italia Giulio Carnevale, che dai e dai, attraverso il sito informazione locale 7giorni.info, è riuscito a fare in modo che questa faccenda surreale diventasse di dominio pubblico. Così si sono accesi i riflettori, il dibattito e le ironie pungenti su una storia che a molti è sembrata avere più a che fare con la censura che con quella difesa dell’onorabilità dell’ente pubblico di cui ha parlato il sindaco. «Non ho chiesto io di intervenire ma le direttive sono queste. Il commento era lesivo dell’onorabilità dell’amministrazione. Siamo pubblici ufficiali. Avremmo potuto fare una querela così diamo possibilità agli autori di correggere il tiro», ha detto Molinari al Corriere della Sera, sostenendo che anche l’arrivo degli agenti sotto casa della signora «a me sembra una cosa normalissima».

FdI in difesa della cittadina “crocifissa”

Non l’ha vissuta così, però, la signora protagonista del caso, che nella sua lettera ha dovuto non solo scusarsi, ma anche promettere che non si sarebbe mai più azzardata a criticare il Comune. «Le chiedo di accettare le mie scuse più sincere per quello che ho scritto, prometto che non succederà mai più», si legge nella missiva indirizzata a Molinari. «Trovarsi la polizia locale sotto casa poche ore dopo un commento social è un’esperienza che mai mi sarei immaginata», ha chiarito la donna, spiegando di essere «rimasta di ghiaccio». «Offese? Il Comune mostri lo screenshot, non ho niente da temere. La mia era l’espressione di un dissenso per le strade piene di buche», ha precisato. E le scuse? «Non avevo possibilità di scelta…», ha chiarito ancora la signora. Mentre è stato Carnevale a spiegare che nei giorni successivi la cittadina «si è resa conto di aver subito un abuso, anche perché non aveva insultato nessuno, e ha deciso di rendere pubblico l’episodio».

 

Commenti

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  • Ivan Denisovic 24 luglio 2019

    Ma in questo caso non si configura il reato penale di ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE ed ai DIRITTI CIVILI E POLITICI dei CITTADINI?
    Il Governo ed il Ministro degli Interni non potrebbero COMMISSARIARE il Comune che così platealmente lede i diritti di espressione dei cittadini?

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