Sabotaggio di Rovezzano, si consolida la pista anarchica. Un’altra esplosione dolosa a Pisa

martedì 23 luglio 17:51 - di Redazione

Un’indagine svolta mediante “la certosina analisi degli indizi e degli elementi di prova raccolti”, a partire dalla visione delle immagini riprese dalle telecamere presenti nella zona e dalla “repertazione” delle eventuali tracce organiche rinvenute sul posto. Così il dirigente della Digos della Questura di Firenze, Lucio Pifferi, descrive l’attività investigativa in corso che i suoi uomini e quelli della polizia ferroviaria stanno conducendo sui tre roghi dolosi appiccati ieri mattina, prima delle 5, nei pressi della stazione ferroviaria fiorentina di Rovezzano. Un atto doloso, un vero e proprio sabotaggio secondo gli inquirenti, che ha provocato il caos nella circolazione dei treni sulla direttrice ferroviaria Milano-Napoli.

La Procura di Firenze, guidata dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, ha aperto ieri un fascicolo, ancora a carico d’ignoti, per l’ipotesi di reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Nel fascicolo, la Digos sta via via inserendo tutti gli elementi di prova e gli indizi ritenuti utili ai fini dell’individuazione dei responsabili. La pista privilegiata dagli investigatori continua ad essere quella anarchica, in particolare, a seconda quanto si è appreso, per la modalità dell’azione di sabotaggio compiuta. Un’azione che ricorda due episodi analoghi che si verificarono nella stessa zona nel dicembre del 2014: il 21 dicembre i tecnici delle ferrovie riuscirono a spegnere l’incendio di un pozzetto elettrico nei pressi della galleria di San Donato e trovarono dalla parte opposta del tunnel, vicino a Rovezzano, una bottiglia inesplosa con liquido infiammabile, fiammiferi e diavolina attaccati; il 2 dicembre dello stesso anno, una tanica di benzina venne trovata su una gru nella vicina stazione di Campo di Marte. Al vaglio della Digos anche l’ipotesi che il sabotaggio alla linea ferroviaria sia collegabile al processo di primo grado che si è concluso ieri sera al Tribunale di Firenze a carico di 28 persone di area anarchica, tutte condannate per vari fatti accaduti nel capoluogo toscano tra il 2015 e il 2017, tra cui, il più grave, il ferimento dell’artificiere della polizia Mario Vece a causa dello scoppio di un ordigno artigianale posizionato la notte del Capodanno 2017 alla libreria Il Bargello, considerata vicina a CasaPound. “L’attività investigativa – ha precisato Pifferi – è tesa a stabilire le responsabilità degli autori del reato, a prescindere da possibili attribuzioni del fatto a specifiche aree di militanza ideologica” e “non si cerca nel mucchio ma responsabilità di singole persone, elementi concreti su persone concrete”.

Intanto si apprende che sarebbe di natura dolosa, secondo i carabinieri, la causa dell’esplosione che la scorsa notte a Vicopisano (Pisa) ha provocato danni ingenti a un capannone adibito a magazzino di materiale edile di proprietà di una piccola azienda, la M.G.S. Edilizia, senza causare danni a persone. Per gli investigatori si tratta di un atto pianificato e di chiara matrice dolosa, forse a scopo intimidatorio. Nel corso del sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco di Cascina (Pisa) è stata trovata una bombola del gas collegata a un tubo di gomma a sua volta legato a una canna di legno. Il capannone devastato dall’esplosione si trova in un luogo chiuso da una doppia recinzione e si raggiunge da una strada sterrata.

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