Quale neo-regionalismo uscirà dalla riforma delle autonomie annunciata dalla Lega?

venerdì 5 luglio 12:36 - di Sante Perticaro

Riceviamo da Sante Perticaro e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

Vorremmo, sinceramente,  capire come fanno le armate di Pontida ad annunciare la vittoria in  materia di autonomia regionale se -testualmente- il Ministro (M5S) Barbara Lezzi,  ha detto in una conferenza stampa appositamente convocata che “mercoledì sono passate le nostre proposte che non danneggiano il Sud”.

Il che vuol dire che i referendum che avevano visto (soprattutto in Veneto) una grande partecipazione di popolo perché  importavano, in pratica, una qualche sostanziosa penalizzazione per le realtà del centro e del mezzogiorno d’Italia, non vedranno affatto la luce così com’erano state impostate e/o propagandate.
Infatti, a una domanda esplicita che partiva dalla premessa che quelle ipotesi erano, di fatto, un modo per sezionare scientificamente l’Italia, Lezzi ha risposto, annuendo, che: “già,  lo abbiamo ribadito per mesi”.
Allora, delle due l’una: ha vinto la Lega, o ha vinto il M5S ?
O, meglio ancora: cos’è passato mercoledì scorso, se il Governatore del Veneto, Zaia, ha tenuto a sottolineare che lui -in rappresentanza del popolo veneto che ha votato, a differenza di quello lombardo, in massa- non rinuncerà ad alcuna delle 23 competenze che ha rivendicato a gran voce ?
In più,  per quel che attiene la distribuzione dei denari, che avverrà in conseguenza della nuova ripartizione dei poteri che scaturirà,  come saranno ripartiti i 54 miliardi delle puntate che sono deposte sul piatto?
Tenendo conto del fatto che, nelle intenzioni, i poteri in capo alle strutture ministeriali dovrebbero rimanere intonsi così come quelli di altre Istituzioni.
Per la Lega il pacco regalo che si sta preparando non riguarderà solo l’immigrazione.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza