Pedinata, immobilizzata, palpeggiata: la notte di terrore finisce col senegalese in cella per stupro

martedì 9 luglio 12:36 - di Redazione

L’incubo è cominciato dall’istante dopo aver salutato il gruppo di amici con cui aveva trascorso la serata, pronta a tornare a casa. I primi passi nel buio e nel silenzio della notte – sono le 3.30 della notte – s’interrompono all’improvviso: la giovane turista svedese sente di essere seguita, pedinata, incalzata da qualcuno alle sue spalle. Poi…

Accusato di violenza sessuale: senegalese in cella

Poi, come riporta il sito de Il Giornale aggiornando la vicenda giudiziaria cominciata la notte del 29 giugno 2017, di lì a poco la donna si ritrova faccia a faccia con uno dei senegalesi che aveva visto poco prima salutando gli amici. Si chiama Lamine Gueye, 21enne originario del Senegal ma domiciliato a Lecce, e fermata la straniera 20enne con la scusa – «a suo dire – scrive il quotidiano milanese diretto da Sallusti – «non aveva denaro e nemmeno un posto dove andare a dormire» – prende subito a spingerla contro il muro, bloccandola per poterla baciare e palpeggiare a suo piacimento. La giovane in qualche modo e  non senza fatica riesce comunque a divincolarsi dalla morsa dell’immigrato senegalese e, dato l’allarme a un amico di quanto appena accaduto, riesce a far arrivare sul posto la polizia.

L’aggressore è un immigrato irregolare sul territorio italiano

Gli agenti trovano l’immigrato – che in un secondo momento si è scoperto essere un irregolare sul territorio italiano – non distante dal luogo in cui è avvenuta l’aggressione e scatta la denuncia. Le telecamere di video-sorveglianza della zona confermano la deposizione della 20enne svedese e il 21enne africano viene arrestato con l’accusa di tentata violenza sessuale e condotto presso la casa circondariale del capoluogo salentino. Alla sbarra, la sentenza per il senegalese emessa dai giudici della seconda sezione penale, è di 1 anno e 8 mesi di reclusione; il pm Moschettini aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi. Alla vittima di quella notte da incubo per il tribunale spettano anche diecimila euro a titolo di risarcimento.

 

 

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