«Non rompiamogli i coglio..i»: su Carola e Sea Watch Morgan difende Salvini. Lui sta col capitano

giovedì 4 luglio 14:35 - di Redazione

Finora ha fatto parlare di sé per le polemiche legate allo sfratto eseguito nei giorni scorsi dalla sua casa di Monza: oggi però il cantante dissidente, anti tutto e spesso al centro di vicende dibattute e processate anche in tv, interviene sul controverso caso della Sea Watch e sulla scarcerazione della capitana Carola Rackete Morgan difende Salvini: Lasciamolo lavorare e non rompiamogli i cogli..ni»…

Sea Watch e scarcerazione della capitana: Morgan difende Salvini

Proprio così, incredibile ma vero, sul caso Sea Watch e sulla capitana sovversiva scarcerata dai magistrati dopo l’azione di forza dell’approdo a tutti i costi al porto di Lampedusa, non prima di aver violato le acque territoriali italiane e essersene infischiata della bocciatura dei ricorsi presentati in tutte le sedi possibili e immaginabili – compresa la Corte europea dei diritti dell’uomo – anche Morgan non ci sta: e si schiera dalla parte del capitano. «Lasciamo lavorare Salvini. Un governo eredita una situazione, magari ha tante buone idee, ma non è facile metterle in pratica. Per cui non rompiamo i coglioni a Salvini, lasciamolo lavorare. È stato eletto dal popolo, ha un mandato e segue la sua logica governativa»: tuona senza se e senza ma, Marco Castoldi, in arte Morgan, che affida il suo pensiero all’Adnkronos e commentando la decisione del Gip di Agrigento di non convalidare l’arresto della Comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, dichiara: «Salvini in questo momento ha un compito molto gravoso, non credo che lui volesse arrivare all’arresto di Carola. Non bisognerebbe arrivare a delle misure estreme. Bisogna trovare – prosegue il cantautore – delle modalità che accontentino tutti a monte.

Intanto sul web continua a esplodere la rabbia per il caso Sea Watch

Non solo: sempre sulla vexata quaestio, Morgan tiene a sottolineare che «le cose non nascono dal nulla: ci sono organizzazioni umanitarie, sociali e politiche che organizzano delle navi che vanno a raccogliere in mezzo al mare persone su delle barchette. Perché tutti i governi europei non parlano con queste organizzazioni umanitarie? Perché non capiscono che bisogna evitare disastri organizzando le cose prima che accada il peggio? Bisogna lavorare sulle cause non sui sintomi!». E infine: «Ci sono della popolazioni sul pianeta terra che come me sono dei “senzatetto” e cercano di trovare un luogo dove possono avere amici – conclude Morgan –. La natura umana li porta a pensare che l’uomo debba essere per forza salvato. Per l’essere umano è normale pensare a un gesto di solidarietà e di comprensione. L’umanità ha bisogno di soccorso», chiosa l’artista: ma l’Italia non può essere l’unico soggetto chiamato in campo. Intanto, le accese reazioni del web alla notizia della scarcerazione scuotono il mondo della magistratura. tanto che un esponente di quel mondo, Leonardo Agueci, ex procuratore aggiunto di Palermo oggi in pensione, si sente in dovere di intervenire rivolgendosi direttamente a Salvini, dice: «al ministro che invita il Giudice a candidarsi alle elezioni per entrare in Parlamento, mi sento di rispondere con un corrispondente invito a mettersi a studiare diritto per prepararsi al concorso in magistratura». Intanto però l’esclamazioni di dissenso, indignazione e rabbia per la conclusione del caso Sea watch e Capitana Rackete continua a esplodere e deflagrare in rete. Qualcosa vorrà dire…

 

 

 

 

 

Commenti

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  • sergio la terza 5 luglio 2019

    All’ex procuratore Agucci di Palermo che consiglia a Salvini di prepararsi ad un concorso in magistratura dire: cosa imparare a rubare……

  • DUROEPURO 4 luglio 2019

    Qualcun altro come referente avrebbe avuto migliore e maggiore credibilità nella lotta alla illegalità ed alla indiscriminata immigrazione clandestina.

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