La figlia di Borsellino contro i giudici “indegni” e la commissione Antimafia

venerdì 19 luglio 12:50 - di Davide Ventola

La Commissione nazionale antimafia e il Parlamento «strumentalizzano ai fini mediatici» e in occasione del 27esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino «desecretando gli atti del Csm e della stessa Commissione antimafia. Una vergogna». È la denuncia di Fiammetta Borsellino che, in una intervista a Francesco Viviano del Quotidiano del Sud, critica sia l’Antimafia guidata da Nicola Morra (M5s) che il Csm dopo la desecretazione degli atti su suo padre.

La denuncia di Fiammetta Borsellino

«Oggi, anzi ieri – dice – molti si pavoneggiano di avere desecretato quegli atti. Loro, (Commissione antimafia e Parlamento ndr) puntano agli anniversari per fare vedere che lavorano. Loro, il Csm e la Commissione antimafia, lo fanno il 19 luglio nell’anniversario della morte di mio padre e degli uomini della sua scorta e hanno il sapore della strumentalizzazione mediatica».

Nicola Morra (M5s) presidente della commissione Antimafia

«Al di là degli impegni delle procure di Messina e Caltanissetta, uno non deve perdere la speranza do arrivare alla verità, non puoi mai abbandonare l’idea di vedere la luce, queste persone indegne che hanno condotto le indagini, investigatori e magistrati, se hanno sbagliato devono pagare», ha aggiunto Fiammetta. «Io mi riferisco – dice – a tutti i poliziotti, investigatori e magistrati, che hanno lavorato fino a quando non ci fu il pentimento di Gaspare Spatuzza che ha svelato il depistaggio. Non lo dico io che c’è stato un depistaggio, lo dicono le sentenze».

La nipote di Borsellino: “La verità su mio nonno? Non sono ottimista”

«Non bisogna giudicare le Istituzioni né le persone. Non tutti sono corrotti. In questi anni, però, si è parlato tanto ma fondamentalmente non si è detto niente. La speranza di arrivare alla verità sulla morte di zio Paolo c’è, prima o poi verrà fuori. Ne era convinta anche nonna Rita. Io, però, a dirla tutta non sono tanto ottimista». A dirlo è Valentina Corrao, 18 anni, nipote di Rita Borsellino, la sorella del giudice antimafia ucciso dal tritolo di Cosa nostra 27 anni fa insieme ai cinque agenti della sua scorta. Nei suoi coetanei la nipote di Rita Borsellino vede «un po’ di indifferenza» nei confronti dei temi dell’antimafia. “Spero di riuscire a coinvolgere anche loro”, ammette.

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