Giustizia, Bonafede bacchetta l’Anm: «Le correnti devastano la magistratura »

sabato 6 luglio 18:22 - di Francesca De Ambra

Chi l’avrebbe mai detto che persino un manettaro come il guardasigilli grillino Alfonso Bonafede avrebbe un giorno duellato contro l’Anm, il sindacato delle toghe. Nessuno, probabilmente. Ma è quel che sta accadendo in queste ore sulla riforma della giustizia penale e civile e anche quella del Csm, che il ministro vuole condurre in porto nei tempi più rapidi possibili. Conta addirittura di portarla in Consiglio dei ministri fra dieci giorni. Ma in tanta fretta l’Anm, tormentata dallo scandalo delle procure lottizzate tra le correnti e dalle accuse di corruzione in capo a più di un magistrato, sente puzza di bruciato e teme che la riforma si risolva in un regolamento di conti tra politica e toghe. Soprattutto teme che il predominio leghista nel governo imponga al M5S un testo. Scontato, perciò, che il presidente dell’Anm, Luca Poniz, abbia immediatamente alzato il freno a mano parlando di «riforme eccentriche» e lamentando tempi strozzati: «Siamo disponibili per un confronto sulle riforme – ha avvertito -, ma non cinque minuti prima e per un’interlocuzione di facciata. Un’iniziativa ampia di riforma esige altri tempi e altri coinvolgimenti».

Scontro tra il guardasigilli e toghe sulla riforma del Csm

Parole che non sono piaciute neanche un po’ a Bonafede: «Stento a credere a ciò che leggo. Si tratta di testi – replica con un post su Fb – scritti dopo una lunga e serrata interlocuzione con avvocati e magistrati, questi ultimi rappresentati al tavolo proprio da Anm, nella persona dell’allora presidente Francesco Minisci. Non è colpa mia se l’Anm, per accontentare tutte le correnti, è arrivata al punto di prevedere la rotazione del presidente. Evidentemente – è la risentita conclusione del ministro – si vuol partire con il piede sbagliato».

Bonafede ai magistrati: «Toglietevi il prosciutto dagli occhi»

Bonafede non fa certo sfoggio di diplomazia: «È finito il tempo dei gattopardi e di chi intende fare melina». Quindi, anche alla luce degli scandali che stanno attraversando il Csm, rilancia rivendicando «la necessità di una reazione tempestiva è sotto gli occhi di tutti, di tutti tranne evidentemente di quelli dell’Anm».  Il Guardasigilli nega che la riforma possa risentire del clima di questi giorni: «Non c’è niente di contingente in quello che stiamo facendo: basta leggere il contratto di governo», assicura. A dividere sono le correnti che, incalza Bonafede, rappresentano «un sistema eticamente inaccettabile», ma che «l’Anm continua ad accettare». Netta la sua conclusione: «Dialoghiamo ma prima di sederci al tavolo, ci si tolga il prosciutto davanti agli occhi».

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