Flat tax, Di Maio fa lo sgambetto alla Lega: meglio la riduzione del cuneo fiscale

martedì 9 luglio 15:13 - di Mariano Folgori

«Entro la fine dell’anno vogliamo disinnescare l’aumento dell’Iva, ma anche abbassare le tasse concentrandoci sul taglio del cuneo fiscale». È quanto avrebbe detto il ministro Luigi Di Maio ai sindacati durante il tavolo a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte. Sembrerebbe un’affermazione innocua, ma non lo è affatto. Si tratta infatti di un vero e proprio sgambetto a Salvini perché significa spostare la priorità della politica economica, dalla Flat Tax ( cavallo di battaglia della Lega in vista della prossima manovra) al taglio, appunto, del cuneo fiscale (di cui, peraltro, la sinista piddina parla da anni, senza aver mai concluso  nulla). Questa dichiarazione del vicepremier pentastellato conterrebbe quindi due notizie: 1) possibile instabilità nel governo sulla manovra; 2) eventuale convergenza di M5S e Pd sulla politica fiscale. E scusate se è poco.

Che cosa ha scatenato la “gelosia” di Conte e Di Maio

I prossimi giorni ci diranno se ci troviamo di fronte all’annuncio di una nuova fase di instabilità nel governo (potenzialmente devastante) oppure a niente più che a una variante tattica dell’offensiva lanciata dal M5S a Salvini  in questi giorni di emergenza migranti. Rimane comunque il nervosismo pentastellato per il protagonismo leghista di questi giorni in tema economico e fiscale. A scatenare la “gelosia” di Di Maio (ma anche di Conte) è stata ieri la notizia che Salvini ha convocato per il 15 luglio al Viminale le parti sociali per parlare di Flat Tax. Come si permette di intraprendere un iniziativa simile il ministro dell’Interno? Il primo commento è di un irritatissimo Conte: «Salvini può anche incontrare le parti sociali ma la manovra economica si fa nelle sedi istituzionali con il presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia e tutti i ministri competenti». Da Palazzo Chigi trapelano espressioni come  «ennesimo sconfinamento» e «sgrammaticatura istituzionale». Poi, a seguire, le parole, non meno velenose, di Di Maio. «L’impegno del ministro Luigi Di Maio è massimo e costante, in quanto incontra sindacati e aziende ogni giorno. E non lo fa per spot».  Caro Salvini, prendi incarta e porta a casa.

Politica economica, il governo parla tre lingue

Al di là delle schermaglie, rimane il fatto che, in questo momento, nel campo della politica fiscale la confusione del governo appare al massimo: a un Salvini lanciatissimo sulla Flat Tax fa da contraltare un Tria che parla genericamente di misure allo “studio” per la riduzione dell’Irpef. Ora scende in campo anche Di Maio parlando di taglio del cuneo fiscale. In politica economica, il governo sta parlando tre lingue. Non è molto rassicurante.

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