Duro j’accuse del Pg di Torino: «La magistratura si interroghi sulla questione morale»

lunedì 1 luglio 18:18 - di Redazione
Il Tribunale di Torino

Parla di etica e di questione morale invitando la magistratura, di cui fa parte, a invertire la rotta: Francesco Saluzzo, Procuratore Generale di Torino, appartenente alla corrente di Magistratura Indipendente, cioè la stessa di destra di cui fa parte il pubblico ministero romano Luca Palamara, scrive ai propri colleghi di Mi usando toni insolitamente duri e risolutori per chiedere, fra l’altro, la convocazione di un congresso straordinario della Anm «per discutere le iniziative in vista di una rifondazione ideale e culturale dell’associazione» sindacale delle toghe.

«E’ inaccettabile che coloro che rivestono cariche istituzionali – scrive nella lettera, sottoscritta anche da altri 5 magistrati, il Pg di Torino – intrattengano interlocuzioni improprie, al di fuori delle dinamiche previste dall’ordinamento, per orientare deliberazioni che hanno una sede costituzionalmente definita e trovano la loro naturale regolamentazione nella normativa primaria e secondaria».

Per Saluzzo c’è la necessità di «recuperare immediatamente la più rigorosa etica nell’esercizio delle funzioni».

«L’alterazione delle procedure previste dall’ordinamento – prosegue Saluzzo nella lettera – produce un risultato gravemente negativo su due versanti: mina la credibilità delle istituzioni nel loro complesso, la fiducia del cittadino verso la giurisdizione, l’indipendenza e l’imparzialità di questa. Nel contempo, provoca la disaffezione del magistrato dal proprio organo di governo autonomo, cui sono riservate tutte le deliberazioni inerenti alla sua vita professionale».

«Ne consegue – trae le conclusioni il Pg di Torino insieme ai magistrati che hanno sottoscritto la lettera – che va riaffermato con forza e con convinzione che chiunque svolga funzioni di rilievo istituzionale debba farlo con onore e dignità, con l’intento esclusivo di rendere un servizio, rifuggendo da qualsiasi logica di potere».

Per questo, Saluzzo, evidenzia la necessità di «recuperare immediatamente la più rigorosa etica nell’esercizio delle funzioni» a cui «deve accompagnarsi il ripensamento del sistema elettorale, che resta scelta propria del legislatore».

Osservando, poi, che «esiste una questione morale e culturale su cui tutta la magistratura deve interrogarsi» perché «nel corso del tempo, i gruppi associativi hanno perso la loro ineliminabile valenza ideale, finendo per identificarsi in centri di gestione delle aspettative dei singoli e di risoluzione delle questioni personali», accusa Saluzzo rilevando» il valore dell’impegno associativo» come «espressione dialettica di modi diversi di intendere il ruolo del magistrato nella società, la sua condotta, i caratteri della sua soggezione alla legge, il suo rapportarsi all’esterno del mondo giudiziario», Saluzzo aggiunge puntando il dito anche contro le altre correnti: «ferme, dunque, le innegabili responsabilità individuali, esiste una questione di sistema cui nessun gruppo associativo può pretendere di essere estraneo».

«La magistratura tutta deve ribellarsi – esorta il Pg di Torino – ad ogni logica di interesse e riappropriarsi della riflessione su grandi temi ideali che sono patrimonio culturale di ognuno di noi. Magistratura Indipendente e tutta l’Associazione nazionale devono rendersi interpreti dell’esigenza di garantire la libertà di giudizio del magistrato, di preservarlo da ogni influenza interna o esterna, di promuovere la sua adeguatezza professionale», conclude il Pg di Torino sottolineando: «da magistrati liberi, che in Magistratura Indipendente hanno visto rispecchiate le garanzie di libertà e di indipendenza e che nel gruppo si sono sentiti veramente “liberi” intendiamo riaffermare questi valori e opporci a tutti quei comportamenti condannabili che ne costituiscono la negazione».

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