Arezzo, asilo nido lager: schiaffi e urla per obbligare i bambini a dormire e stare fermi

venerdì 5 luglio 11:16 - di Redazione

Violenze in un asilo nido privato in Valdarno, in provincia di Arezzo, dove i bambini fino a tre anni venivano minacciati, con ripetute urla, e picchiati, con schiaffi e botte, sul corpo e alla testa, per obbligarli a dormire o a stare fermi durante il cambio dei pannolini: al termine delle indagini dei carabinieri, una maestra, incastrata anche dalle riprese di telecamere nascoste, è stata sospesa dall’attività. Al termine degli accertamenti, è scattata, ieri, l’interdizione dall’esercizio della professione per dodici mesi, in attesa del dibattimento in tribunale, nei confronti di un’educatrice e titolare di un asilo, 31 anni, indagata per episodi violenti nei confronti dei bambini che le avevano affidato i genitori.

Lo strano comportamento dei bambini ospitati dall’asilo

Dopo la segnalazione di alcune mamme, preoccupate per i comportamenti strani assunti dai loro figlioletti ed il racconto di schiaffi e pizzicotti da parte di una maestra, in conseguenza delle indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo, durante tre mesi di monitoraggio, sono stati documentati numerosi episodi (con immagini riprese dai carabinieri con le telecamere piazzate nottetempo) durante i quali la maestra picchiava e minacciava i bambini. Le violenze avvenivano sempre quando la maestra si trovava da sola mentre le sue collaboratrici erano in pausa o impegnate in altre stanze: in quelle occasioni, la donna, ad ogni minimo atto di disobbedienza mostrato dai bambini, li percuoteva con schiaffi sulla testa o sul corpo, pizzicotti o frasi minacciose circa l’arrivo “del dottore”. Il più delle volte gli episodi si verificavano dopo pranzo, quando l’educatrice, rimasta sola con i bambini si occupava di cambiare loro i pannolini o vigilare affinché tutti facessero un riposino pomeridiano, ed era proprio in questi momenti che, in alcune circostanze, si sono manifestati gli atti violenti ed i bambini venivano, in alcuni casi, schiaffeggiati e minacciati. La donna alzava la voce e noncurante dei pianti e delle urla dei bambini, li schiaffeggiava e li colpiva sul corpo e anche alla testa per obbligarli a dormire, a star fermi mentre cambiava loro il pannolino oppure a restare seduti in maniera appropriata sulle sedie dell’asilo.

Nessuno si accorgeva di quanto accadeva nell’asilo

Le altre insegnanti, totalmente ignare ed all’oscuro di quanto accadesse in loro assenza, hanno riferito gli investigatori, rientrando dalla pausa non riuscivano mai ad accorgersi di nulla poiché la titolare dell’asilo ogni volta che si trovava in loro presenza mostrava un comportamento adeguato al proprio ruolo facendo come se nulla fosse mai accaduto. Oltre alle violenze fisiche però, si passava anche alle minacce nei confronti dei bambini che terrorizzati dalla prospettiva di subire nuovamente schiaffi e botte in testa restavano quasi pietrificati smettendo nella maggior parte dei casi in maniera istantanea di piangere e lamentarsi. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo, nella persona del procuratore capo Roberto Rossi e del sostituto procuratore Elisabetta Iannelli, e portate avanti dai carabinieri del nucleo operativo di San Giovanni Valdarno, hanno portato all’emissione ed alla notifica del provvedimento interdittivo all’indagata, la quale non potrà esercitare per un anno intero, alcun tipo di professione che abbia ad oggetto la cura, l’istruzione o l’affidamento per motivi di studio, sanitari o di cure di qualunque persona; il tutto chiaramente in attesa del dibattimento. Sono in corso, inoltre, accertamenti correlati all’effettivo possesso dei titoli di studio ed abilitativi della professione, poiché vi è il sospetto che non vi siano le condizioni di legge per l’esercizio dell’attività di ‘maestra’ da parte della titolare dell’asilo nido privato.

 

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