Anche in Val di Cecina Piazza Sergio Ramelli: voto unanime col sì della giunta rossa

martedì 30 luglio 18:24 - di Redazione

A Montecatini Val di Cecina la piazza sottostante il Comune diventerà piazza Sergio Ramelli. A renderlo noto è il consigliere del centrodestra, Marco Costanzi, con un post su Facebook. La giunta è di centrosinistra, sostenuta da un’ampia maggioranza ha infatti votato all’unanimità in favore della proposta di Costanzi. «Al consiglio comunale di Montecatini Val di Cecina si è scritta una bella pagina politica di pacificazione senza steccati ideologici. Ho votato con maggioranza e il resto dell’opposizione all’unanimità, che la piazza sottostante il palazzo comunale venga intitolata a Sergio Ramelli. Un ringraziamento speciale al sindaco Cerri e alla sua maggioranza che con il voto di ieri sono diventati la capitale d’Italia della pacificazione politica».

Il massacro di Sergio Ramelli

Sergio Ramelli, studente del Fronte della Gioventù, fu aggredito a Milano a colpi di chiave inglese il 13 marzo del 1975. Ricoverato in ospedale, morì il 29 aprile successivo. Ramelli era iscritto all’Itis ‘Molinari’ di Milano dove studiava chimica industriale. La scuola era spesso teatro di scontri tra opposte fazioni politiche e Ramelli, fiduciario del Fronte della Gioventù, era conosciuto per le sue posizioni politiche. È il 13 marzo 1975 quanto il giovane, appena 18enne, sta tornando a casa. Parcheggia il motorino in via Paladini e a piedi si dirige verso casa. Arrivato all’altezza del civico 15 viene accerchiato e aggredito da un gruppo di persone che lo colpiscono ripetutamente con delle chiavi inglesi. Ramelli viene lasciato a terra esanime. Sarà il commesso di un negozio a notare il corpo insanguinato poco dopo e ad allertare la portiera del palazzo dove abitava. Il ragazzo ricoverato in ospedale, morirà il 29 aprile successivo. Per il suo omicidio, dodici anni dopo, vengono processati dieci militanti di Avanguardia Operaia, all’epoca dei fatti giovani studenti di medicina. I dieci componenti del commando, nel frattempo divenuti medici e professionisti, vengono condannati in via definitiva dalla Cassazione nel 1990.

Il nome di Sergio Ramelli, come ricorda il bel sito internet a lui dedicato, è presente sui cartelli stradali di molte città italiane. La prima fu Verona, il 23 aprile 1988, fu l’allora capogruppo in Comune per l’MSI, Nicola Pasetto, divenuto poi deputato, tragicamente scomparso il 29 marzo 1997, a battersi perché la proposta andasse avanti, prima in commissione toponomastica, poi in Consiglio, dove fu votata all’unanimità con la sola astensione dei consiglieri comunisti. Fu lui a redigere la formula che è stata poi sempre utilizzata in tutte le altre richieste di intitolazione che hanno interessato finora una trentina di città italiane».

“In nome di una pacificazione nazionale
che accomuni in un’unica pietà
i morti di un periodo oscuro della nostra storia
e come monito alle generazioni future
affinché simili fatti non debbano più accadere”.
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