Alex riaccende lo scontro nel governo. Di Stefano (M5S) a Salvini: «Ti senti Maradona»

domenica 7 luglio 17:33 - di Mariano Folgori

La questione migranti riaccende lo scontro tra M5S e Lega dentro il governo. Non hanno fatto in tempo a brindare per il pericolo scampato della procedura d’infrazione da parte di Bruxelles (pur con i mugugni sottovoce di Salvini e Di Maio all’indirizzo di Conte e Tria), che subito è arrivata la patata bollente del veliero “Alex” a guastare nuovamente i rapporti tra i “soci” della maggioranza. Prima ci sono state le lamentele di Salvini per la scarsa collaborazione di Trenta (la guardia costiera non doveva “scortare” la barca pirata in porto). Alle recriminazioni del ministro dell’Interno ha risposto la Trenta con un secco comunicato ufficiale del ministero della Difesa (sarebbe stato il titolare del Viminale a rifiutare la collaborazione della Marina militare).

M5S: «C’è un serio problema»

Ora ci pensa Manlio Di Stefano, deputato M5s e sottosegretario agli Esteri, ad accendere le polveri dell’ennesimo scontro : “Nel tentativo di nascondere l’evidenza -attacca Di Stefano- , ieri qualcuno (Salvini ndr) è arrivato ad attaccare direttamente i propri colleghi di governo inciampando, nuovamente, in una gaffe dietro l’altra. Si è chiesto l’intervento della Marina in acque italiane, ma è  la Guardia di Finanza a svolgere le funzioni di polizia del mare. Dunque il Ministero dell’Economia, non la Difesa. Ci si è lamentati di non aver ricevuto alcun sostegno, ma è stato il Viminale a rifiutare la proposta della Difesa di trasbordare i migranti a Malta e su questo ci aspettiamo delle spiegazioni”. E poi la stoccata: “Vedete, il problema è sempre lo stesso: se vuoi fare tutto da solo e non passi mai la palla, se tieni lo sguardo fisso a terra senza accorgerti mai dei tuoi compagni, in porta non ci arrivi mai. Se ti senti Maradona e poi giochi come un Higuain fuori forma è un serio problema, perché di mezzo c’è  il Paese”.

Commenti

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  • giovanni vuolo 8 luglio 2019

    Non capisco per quale motivo non venga revocato il permesso di navigazione almeno alle ong italiane. Come si fa poi a pretendere che lo facciano gli altri Stati?

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