Al Toscana pride di Pisa bestemmie e insulti: con la benedizione di Nardella (video)

domenica 7 luglio 12:14 - di Redazione

“Il comune di Firenze non può dare il proprio patrocinio ad iniziative in cui la bestemmia, l’offesa e l’insulto a chiunque la pensi diversamente sono i padroni di casa. Questa non è questione di libertà di pensiero o di orientamento religioso, ma una vera e propria mancanza di rispetto per tutti quei toscani che non si riconoscono nelle bestemmie e nelle volgarità ostentate oggi in piazza a Pisa che, con buona pace di Nardella e della giunta fiorentina sono ancora la maggioranza in Toscana, in Italia e nel mondo”. Così è la posizione di  Alessandro Draghi, consigliere di Fratelli d’Italia sul Toscana Pride appena conclusa la parata a Pisa.

“Queste persone – aggiunge Draghi – si celano dietro la difesa dei diritti degli omosessuali per andare in piazza a fare a gara a chi mostra il cartello più cretino e più blasfemo. Offendere Dio, Gesù Cristo e chi crede ancora nei valori della famiglia e della patria è ormai diventata una  moda vergognosa”.

“Ho sempre pensato – conclude Draghi- e continuo a pensare che ognuno sia libero di amare chi crede e che si possa manifestare liberamente il proprio pensiero; però, quando il gonfalone della mia regione e del mio comune aprono un corteo in cui si fa a gara a chi è più volgare e più blasfemo, il problema diventa politico. Nardella e i suoi assessori hanno patrocinato una manifestazione intrisa di volgarità e di bestemmie: per questo dovrebbero chiedere scusa a tutti  cittadini che rappresentano e che amministrano.

Commenti

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  • Eschini - Pietro 8 luglio 2019

    Al PD Vanno bene i Pride e i CLANDESTINI , continuate così non fate altro che aumentare i voti alla Meloni e a Salvini .

  • Francesco Ciccarelli 8 luglio 2019

    Intanto una docente di biologia in una commissione d’esami di Roma viene accusata di discriminazione per aver dichiarato che l’Aids è una malattia di omosessuali. I sedicenti progressisti negano la realtà è “dimenticano” che la malattia fu individuata per la prima volta nelle comunità dei diversi americani

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