Terremoto nelle procure: Spina si dimette dal Csm, Palamara si autosospende

sabato 1 giugno 17:51 - di Redazione

È sempre più caos nelle prcure: il consigliere togato del Csm Luigi Spina, indagato a Perugia per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio nella stessa inchiesta che vede coinvolto il pm romano Luca Palamara, si è dimesso dal consiglio superiore della magistratura. Lo rende noto il comitato di presidenza del Csm che annuncia per martedì 4 giugno ”un plenum straordinario nel corso del quale verrà preso atto delle sopravvenute dimissioni del consigliere Luigi Spina”. Unità per la Costituzione, la corrente a cui appartengono i magistrati Luca Palamara – che si è autosospeso – e Luigi Spina, coinvolti nell’inchiesta della procura di Perugia, annuncia che si costituirà parte civile in caso di processo. Unicost, si legge in una nota a firma del presidente Mariano Sciacca e del segretario Enrico Infante, ”ancor prima che venissero fuori le prime notizie che hanno restituito a tutti plasticamente la gravità degli accadimenti, si ritiene parte lesa, sicché sin da oggi ci riserviamo, in caso di successivo processo, la costituzione di parte civile a tutela dell’immagine del gruppo, gravemente lesa. Parimenti – scrivono – chiediamo alle istituzioni di intervenire tempestivamente”. In mattinata l’organizzazione aveva rivolto un appello ai due magistrati: ”Ai colleghi Spina e Palamara, iscritti a Unità di Costituzione, ai quali auguriamo di potere chiarire tutto tempestivamente, chiediamo di assumersi le rispettive responsabilità politiche, adottando le decisioni necessarie delle dimissioni dall’istituzione consiliare e dalla corrente” . E quanto scrivono in una nota il presidente è il segretario di UnIcost, Mariano Sciacca ed Enrico infante, riferendosi all’inchiesta di Perugia che ha coinvolto due esponenti della corrente, Luca Palamara, pm a Roma ed ex presidente dell’Anm e Luigi Spina, consigliere del Csm. ”A di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni, Unità per la Costituzione, ma ancor prima ciascuno dei suoi associati, non possono accettare la perdita di credibilità davanti ai colleghi e ai cittadini. Riteniamo che questa non sia vuota retorica, ma sostanza – sottolineano Sciacca e Infante – Ci aspettiamo quindi che, pur in una fase delle indagini ancora iniziale e soggetta alle successive verifiche e sempre augurandoci che non sia così come sembra, vi siano già da ora elementi tali da imporre una serie di determinazioni al gruppo che intende, in tal modo, assumere la propria responsabilità politica senza sconto alcuno”. Da parte sua Magistratura Indipendente, ”preso atto che per sabato 8 giugno è fissata un’assemblea generale di tutti gli iscritti al gruppo, ritenuto che tale sede appare la più idonea per una franca discussione e una seria riflessione sulle vicende emerse in questi giorni, rinvia a quella sede ogni presa di posizione pubblica”. E quanto di legge in una nota di Mi. Il gruppo evidenzia comunque ”sin da ora la gravità di alcuni fatti emersi, ove accertati ma anche la strumentalizzazione operata da alcuni organi di stampa nell’accostare vicende diverse e non collegate tra loro e la grande ipocrisia che emerge da alcune reazioni all’interno della magistratura”.

Commenti

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  • Carlo Cervini 3 giugno 2019

    Sono 40 anni che si deve “riformare” la Giustizia, tempi biblici e costi folli, ma sorge spontanea una domanda: si può riformare un tumore ????? di norma lo si estirpa, non lo si riforma.

  • Pasquino Taiocchi 2 giugno 2019

    Ma il Presidente di CSM dov’é?

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