Spara al ladro e si ritrova indagato. Caro Salvini, la «pacchia non è finita»

sabato 8 giugno 13:45 - di Mario Landolfi

Contrordine italiani, la pacchia non è finita. E non è vero che la difesa è sempre legittima e che non c’è più magistrato cui possa saltare in mente di indagare il malcapitato che ha avuto il torto di difendere se stesso, i propri cari e i propri beni da malfattori colti in flagrante. Chiedere per conferma a Marcellino Iachi Bonvin, 67enne tabaccaio di Pavone Canevese, vicino Ivrea, che l’altra sera ha sventato l’ennesima rapina alla sua rivendita freddando un giovane moldavo e che ora si ritrova indagato per eccesso di legittima difesa. Proprio come sarebbe accaduto con la vecchia norma, la stessa che l’estro imbonitore di Matteo Salvini è riuscito a far cancellare poiché troppo garantista con i malfattori e troppo spietata con gli onesti.

Tutto come prima

Ricordate? Quello della sicurezza tra le mura domestiche è stato uno dei refrain più gettonati per almeno tre campagne elettorali. E Salvini lo ha martellato fino a far credere che bastava scardinare la vecchia legge, far saltare il criterio della proporzione tra offesa e difesa per rendere quest’ultima sempre legittima. Bello eh? Peccato che non sia vero.

Una bufala

Anzi, è una vera bufala, pur quanto impreziosita dai sigilli dello Stato e dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. E buon per lui se la realtà si è incaricata di svelarla ad urne ormai chiuse e a bottino elettorale già incassato. Ci fossero state le elezioni europee a far da sfondo a questi fatti, Salvini non se la sarebbe cavata come ha fatto ora imboccando la comoda scorciatoia della solidarietà con l’indagato. Ma l’imbroglio non è solo suo. Parte della colpa ricade anche sull’opposizione che, come al solito, ha preferito mandare tutto in vacca e gridare al “fascista” piuttosto che contestare nel merito la farlocca ricetta di Salvini. Inconcludenti e anche ignoranti. Perché l’unica cosa fascista di tutta la vicenda è la norma inutilmente cancellata. Già, la scrisse Alfredo Rocco, guardasigilli di Mussolini. Altri tempi, altri uomini. 

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