Sanità, Regimenti (Lega): «Il settore pubblico torni welfare per gli italiani»

martedì 11 giugno 15:31 - di Redazione

«Gli italiani devono riappropriarsi della sanità pubblica, ovvero di quel welfare sociale che in tutto il mondo è stato per tanto tempo un modello da seguire e che oggi, nonostante la presenza di strutture sanitarie di eccellenza e l’alta professionalità offerta da medici e ricercatori, mostra gravi difficoltà nella gestione quotidiana della sua attività sul territorio». Lo afferma Luisa Regimenti, parlamentare europeo della Lega, commentando il quarto Rapporto della Fondazione Gimbe sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, presentato in Senato.

«Il quadro disegnato dalla Fondazione Gimbe deve farci riflettere», prosegue Regimenti, che è medico legale e responsabile per la Lega della Sanità nel Lazio, anche perché la sanità pubblica negli ultimi 10 anni è stata quasi messa in un angolo e soggetta a continui tagli di risorse finanziarie, «mentre servono investimenti mirati – precisa l’europarlamentare – sia sul fronte del personale, attraverso nuove assunzioni di medici e infermieri e una più articolata formazione professionale, sia riguardo alla capacità operativa degli ospedali e delle strutture, che hanno bisogno di coordinarsi tra loro in una ‘rete’ dinamica e facilmente fruibile dai cittadini».

«La politica è chiamata giustamente in causa – sottolinea Regimenti – perché mancano ancora risposte efficaci e di lunga prospettiva. Come Lega siamo al governo del Paese da appena un anno, ma la sanità, pubblica e privata convenzionata, così trascurata dagli esecutivi che ci hanno preceduto, resta una nostra priorità. Per quanto mi riguarda, se nel Lazio ho attivato tavoli regionali per discutere e avanzare proposte costruttive insieme a tanti professionisti, a livello europeo lavorerò per una sanità diversa, per migliorare la cooperazione sotto il profilo sanitario tra i 28 Stati membri dell’Unione e garantire ai malati più tutele, attenzione e opportunità di cura e un abbattimento dei costi dei farmaci».

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