Salvini e Di Maio, spegnete la luce e restituite lo scettro al popolo sovrano

sabato 1 giugno 12:53 - di Francesco Storace

Oggi la lettera di Tria. Domani chissà che altro. Ma quanto deve durare questo triste spettacolo da asilo Mariuccia tra Salvini e Di Maio? Loro due (e Conte) hanno ormai un solo dovere. Prendere atto dell’impossibilità di continuare in un rapporto che è fatto solo di liti micidiali, spegnere la luce e restituire lo scettro al popolo sovrano. E senza ribaltoni. Perché nessun governo potrebbe nascere con la Lega e Fratelli d’Italia all’opposizione. Anzitutto perché lo ha bene in mente il presidente Mattarella, checché ne dicano i complottardi in servizio permanente effettivo. Non si mina la sovranità popolare dando vita ad un esecutivo senza le forze politiche che hanno vinto le elezioni, soprattutto alla vigilia di una manovra economica che solo un eufemismo potrebbe definire impegnativa…

Salvini e Di Maio, ogni giorno che passa è una ferita in più

Poi, non ne ricaverebbe un gran vantaggio neppure il Pd. Chi glielo fa fare a Zingaretti di varare un governo di tutti gestito dai parlamentari di Renzi? Quindi, si sbrighino. La tattica di Salvini è abbastanza chiara. Al governo ha aumentato consenso, scaricando abilmente sui Cinquestelle – abbastanza cretini da cascarci – le responsabilità delle difficoltà economiche. Ora che ha preso pure tanti voti, rilancia in continuazione per far perdere i nervi agli “alleati”. Di Maio è in ambasce. Se si va al voto perde tanto e il 32 per cento non torna più. Se non si va al voto, lo cacciano e senza bisogno di piattaforma Rousseau perché sarà un’agonia. Se vuole fare il ribaltone si prende le sportellate in faccia. Salvi la dignità che rimane e sia lui a staccare la spina: ogni giorno che passa è una ferita in più. È soprattutto l’Italia ad attendere la parola fine alla commedia di palazzo Chigi. Hanno provato a cambiare, ma non ne sono stati capaci. La politica è ancora un mestiere difficile da apprendere e con i novizi non si fa.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 1 giugno 2019

    Nella vignetta del Secolo Salvini dice che non ha intenzione di staccare la spina, sinceramente io darei tensione alla presa, poi tra un paio di giorni si sarebbe visto il da farsi.

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