Juncker ci minaccia: «Italia in procedura per anni». Gli euroburocrati lo appoggiano

martedì 11 giugno 19:05 - di Redazione

Arriva a un nuovo livello lo scontro politico tra il governo e la Commissione Ue. Nel giorno in cui i tecnici di Bruxelles, il Comitato Economico e Finanziario del Consiglio, hanno dato parere positivo all’eventuale procedura di infrazione allo studio della Commissione Ue, definendola «giustificata», il presidente della stessa Commissione Jean-Claude Juncker ha rilasciato un’intervista al vetriolo contro il nostro Paese, suscitando le reazioni del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria.

La minaccia di Juncker

«Per molto tempo abbiamo chiarito che pensiamo che l’Italia si sta muovendo in una direzione sbagliata. E quindi dobbiamo prendere le decisioni del caso in quell’ambito, ma penso che l’Italia corra il rischio di rimanere per anni intrappolata in una procedura per deficit eccessivo. Vorrei evitarlo, ma questo dipenderà dagli impegni che il governo italiano prenderà», ha detto Juncker, intervistato dal giornale on line Politico.eu, al quale ha anche affidato una frecciata a Di Maio. Ritiene che alla fine l’Ue non andrà fino in fondo sulla procedura per debito nei confronti dell’Italia? « Gli consiglio di comportarsi in modo da avere ragione». Parole che complessivamente suonano come una minaccia. Anche perché il presidente della Commissione Ue ha voluto mettere una distanza tra l’Italia e Bruxelles, chiarendo che a suo avviso il problema è tutto nostro. L’Italia, ha detto, benché sia «un problema serio», «non è ancora» un rischio per la stabilità finanziaria dell’Eurozona.

Il governo: «Ci aspettiamo che i negoziati continuino»

«Ci aspettiamo che il Comitato, pur approvando le conclusioni della Commissione, inviti la Commissione a continuare i negoziati con il governo italiano per raggiungere un accordo. La decisione finale verrà rimessa al Consiglio dell’Unione europea», è stato il commento del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Allo stato attuale, però, sembra che l’asse dei burocrati europei, formato da Commissione e Comitato, sia perfettamente allineato sulla linea del rigore e che la disponibilità al confronto sia solo formale: dialogo sì, ma solo alle loro condizioni. E questo nonostante i precedenti non esattamente felici. «Juncker? Con la Grecia a sbagliare direzione è stato lui», ha commentato il premier Giuseppe Conte. «Dunque – ha aggiunto – prima di dirci che sbagliamo, mi dia modo di aggiornarlo perché noi siamo ben convinti di quel che stiamo facendo e della nostra politica economica».

 

 

 

 

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  • Giuseppe Tolu 12 giugno 2019

    Accozzaglia di ubriaconi!

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