Giorgia Meloni: «Governicchi e maggioranze scarlatte? Manco morti» (video)

giovedì 6 giugno 16:08 - di Viola Longo

«Vedo un grande rischio all’orizzonte, dopo le europee. In caso di crisi del governo, molto probabile, faranno di tutto per impedire il voto. Governicchi, maggioranze scarlatte, finti governi istituzionali. Mi aspetto qualsiasi cosa. La fantasia in questo Paese non manca, soprattutto quando si deve mascherare una sconfitta». Così Giorgia Meloni, in un’intervista a La Verità, nella quale ha ribadito che, invece, «non c’è spazio per i giochi di palazzo». «Lo abbiamo dimostrato», ha spiegato la presidente di FdI, ribadendo che «se cade questo governo c’è solo una possibilità: il voto».

Un governo emergenziale? «Manco morti»

«Le elezioni hanno reso evidente a tutti che c’è un popolo di centrodestra che chiede un governo coeso, solido, non conflittuale, formato sicuramente da Lega e Fratelli d’Italia», ha proseguito la presidente di FdI, sottolineando che «la batosta del M5S è stata dura, non reversibile». E se chiedessero al suo partito di appoggiare “un governo antispread”? «Manco morti», ha risposto Meloni, ricordando che «l’ultima volta che hanno detto che c’era un’emergenza hanno imposto al Parlamento il decreto salva-Italia, e ancora ne facciamo le spese». «Errare è umano…», ha chiosato, ricordando che un eventuale governo M5S-Pd «sarebbe una follia contro gli elettori, visto il conflitto tra i due partiti. Se lo formassero davvero sarebbe un suicidio». A pesare sul destino dell’esecutivo, però, non ci sono solo i risultati delle elezioni. C’è la stessa azione di governo, in particolare sui temi economici, che sono l’argomento del giorno, e non solo per via della lettera della Commissione Ue. Quella per Meloni è frutto di «una Commissione ampiamente sfiduciata dagli elettori europei», mentre la risposta al problema del debito deve essere «autorizzare lo sforamento del deficit solo per gli investimenti: deficit zero per spesa corrente, mentre deve essere possibile negli altri casi».

«Imprese vessate da questo governo»

Il vero problema, dunque, non è Bruxelles, ma il fallimento della politica economica sul piano interno, in particolare per quanto riguarda il sostegno all’impresa. E l’occasione per ricordarlo è, stavolta, l’assemblea di Confcommercio, alla quale Meloni ha partecipato come ospite «per ascoltare la voce dei tanti rappresentanti del mondo imprenditoriale delusi». «Mi pare – ha detto Meloni, entrando all’incontro – che sul piano del sostegno all’impresa, alla piccola e media impresa, all’impresa italiana questo governo abbia ampiamente fallito. Aumentano le tasse, aumenta la burocrazia, aumentano i vincoli, aumentano le difficoltà per le imprese». «Le imprese sono state vessate per finanziare provvedimenti che non producono lavoro, come il reddito di cittadinanza. Mi pare che ci siano tutti gli elementi per una delusione generale. Noi – ha concluso Meloni – continuiamo a chiedere un altro tipo di proposta economica: shock fiscale e investimenti pubblici, cioè abbassare le tasse e investire in opere pubbliche e su quello che può migliorare la competitività italiana».

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Commenti

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  • Sandro Cecconi 6 giugno 2019

    Signora Meloni, concordo totalmente con quanto da lei espresso a tal punto che le forze che concorreranno a tale follia sono scritte a carattere cubitali e sono esattamente tre, ma forse ci cadrà anche la Lega. Ormai è talmente evidente che solo i polli potrebbero non crederci. La tavola è già stata imbandita e i commensali saranno proprio i perdenti e forse anche la Lega.
    E’ chiaro che mi dispiace molto.
    Comunque non possiamo fare alcunché per non far avvenire un simile scempio. Lei farà bene non aderire poiché questa volta gli elettori premieranno il nostro partito alla prossima tornata elettorale. E a quel punto ci potremo divertire. Nel frattempo lei si dedichi soltanto a completare l’organizzazione del partito e, fossi in lei, inizierei con il cooptare il Professor Mario Baldassarri che ritengo sia tra i migliori economisti, sono davvero pochi, oggi in Italia oltre ad essere un ex AN che ci potrebbe aiutare nelle elezioni.

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