Domenica si vota per i ballottaggi. A Livorno e Ferrara le sfide più interessanti

venerdì 7 giugno 18:48 - di Redazione

Saranno 136 i comuni dove domenica si torna a votare per il ballottaggio tra i due candidati arrivati primi. Si tratta di quasi tutti comuni superiori a 15mila abitanti, dei quali ben 15 capoluogo di provincia. Si tratta di Potenza e Campobasso, questi due anche capoluoghi di regione, e poi di Avellino, Ferrara, Forlì, Reggio Emilia, Cremona, Ascoli Piceno, Biella, Verbania, Vercelli, Foggia, Livorno, Prato, Rovigo. Gli elettori chiamati alle urne per questo secondo turno saranno tre milioni e 648mila. Da notare che nella sola Cambobasso i grillini si trovano a competere, mentre per le altre sfide come di consueto non hanno dato alcuna indicazione di voto. Nei restanti comuni la sfida è quasi sempre tra centrodestra e centrosinistra, anche se è presente qualche lista civica riuscita ad arrivare al ballottaggio.

Particolare interesse riveste senza dubbio la competizione di Livorno, strappata la volta scorsa alla sinistra dai grillini, che però stavolta non sono arrivati neanche in finale. Nel porto toscano, da sempre feudo della sinistra, se la vedranno il giornalista Luca Salvetti per la sinistra, arrivato al 34,2 dei consensi, e l’ispettore di polizia Andrea Romiti, del centrodestra, candidato di Fratelli d’Italia, arrivato al 26,6 per cento. Sarebbe storico se Livorno venisse strappata a una sinistra che anche in Toscana ha fatto il suo tempo. Non solo in Toscana, ma anche in Emilia Romagna la gente inizia a essere stufa dell’egemonia della sinistra, delle cooperative rosse, di un sistema di potere autoreferenziale che aiuta solo chi è dei loro. E’ il caso della ex rossa Ferrara, dove il candidato del centrodestra, il leghista Alan Fabbri, ha sfiorato la vittoria al primo turno con oltre il 48 per cento dei consensi, inseguito dall’assessore della giunta uscente Aldo Modonesi, per la sinistra che a Ferrara l’ha sempre fatta da padrona. Centrodestra che invece ha già vinto ad Ascoli Piceno, dove la sfida è tutta interna, senza grillini o sinistra: si sfidano infatti Marco Fioravanti di Fratelli d’Italia, Lega e altre otto liste civiche, e Piero Celani, sostenuti da Forza Italia e da sei liste civiche. Situazione inversa invece ad Avellino, dove se la vedrà una sinistra spaccata tra Pd e cespugli della sinistra variegata, con rispettivamente Luca Cipriano e Gianluca Festa. A Forlì la sfida è tra il candidato di centrodestra Gian Luca Zattini, che al primo turno ha preso il 45,80%, e il candidato di centrosinistra Giorgio Calderoni che al primo turno ha incassato il 37,21%. A Reggio Emilia Luca Vecchi, candidato di centrosinistra, che il 26 maggio ha preso il 49,13%, se la vede con Roberto Salati, candidato di centrodestra, che ha ottenuto il 28,22%. A Cremona il candidato di centrosinistra Gianluca Galimberti, dopo il 46,37% di due settimane fa, si contende la poltrona di sindaco con il candidato di centrodestra Salvatore Carlo Malvezzi, che ha ottenuto il 41,65%. Duello a Verbania tra il candidato di centrodestra Giandomenico Albertella, reduce dal 45,81% dello scorso turno, e Silvia Marchionini, candidata del centrosinistra che ha totalizzato il 37,5%. A Vercelli battaglia tra il candidato di centrodestra Andrea Corsaro, che il 26 maggio ha superato il turno con il 41,89%, e il candidata di centrosinistra Maura Forte, che è passata alla sfida con il 24,66%. Sfida tra centrodestra e centrosinistra anche a Foggia dove Franco Landella, dopo il 46,11% del primo turno, si contende lo scranno più alto del Comune con il candidato di centrosinistra Giuseppe Cavaliere, che ha avuto il 33,71%. A Prato il sindaco uscente e candidato di centrosinistra Matteo Biffoni, reduce dal primo turno con il 47,16%, se la vede con il candidato di centrodestra Daniele Spada, che due settimane fa ha ottenuto il 35,12%. A Rovigo il candidato di centrodestra Monica Gambardella, dopo il 38,17% del 26 maggio, duella con il candidato di centrosinistra Edoardo Gaffeo, che ha ottenuto il 25,42%. Come si diceva, anche le liste civiche hanno ottenuto qualche piazzamento: nelle due città di Biella e Potenza la contesa è tra un candidato di centrodestra e un candidato appoggiato da liste civiche. A Biella la sfida è tra Claudio Corradino, che con il centrodestra allo scorso turno ha preso il 39,95%, e Donato Gentile, che il 26 maggio con l’appoggio di quattro liste civiche ha ottenuto il 27,57%. Nel capoluogo della Basilicata invece la contesa è tra Mario Guarente, candidato del centrodestra che al primo turno ha ottenuto il 44,73% dei voti, e Valerio Tramutoli, rappresentante di due movimenti civici, che ha ottenuto il 27,41% dei voti.

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