Conte parla di “Matteo e Giggino”: «Bello vederli in pace». Ma prepara la trappola

sabato 8 giugno 10:53 - di Viola Longo

Giuseppe Conte ci prova con tutte le sue forze. E, alla vigilia del prossimo Consiglio dei ministri, fissato per martedì, torna a presentarsi come protagonista della “fase 2” del governo. Lo fa al ritorno da quel viaggio in Vietnam durante il quale si era voluto mostrare come vero punto di riferimento degli italiani, con la bizzarra rivelazione sulla lettera di un cittadino che lo ringraziava per il reddito di cittadinanza, perché «da sei anni non mangiava carne». «Mi fa molto piacere che Matteo Salvini e Luigi Di Maio abbiano ricominciato a parlarsi, con toni diversi da quelli della campagna elettorale, ma ora – ha detto – dovremo sederci a un tavolo tutti e tre e concordare una piattaforma chiara per proseguire». «Se non basterà una riunione – ha aggiunto – ne faremo una seconda e poi una terza». Sotto sotto, però, prepara il tappolone alla Lega, a cominciare dai mini-bot.

Conte frena sullo sforamento del 3%

Insomma, una sorta di “ora ci penso io”, affidato a un colloquio con Il Fatto quotidiano. Il vertice a tre dovrebbe tenersi lunedì. Vi si dovrebbe parlare, tra l’altro, della trattativa con Bruxelles. E le parole di Conte sono la cartina di tornasole di come l’obiettivo di questo nuovo protagonismo sia tutto politico: arginare la Lega. Conte ha spiegato che guiderà le trattative con l’Ue «con il più ampio coinvolgimento politico». «Concorderemo una linea con i vicepresidenti, in modo che il mio sia un mandato pieno al più alto livello». Epperò, una puntualizzazione sullo sforamento del 3%, carissimo alla Lega, chiarisce i contorni. «La questione – ha detto – rimanda al tema della revisione del patto di stabilità e crescita, che sono ben disponibile ad affrontare. Ma finché non riusciremo a ottenere la modifica del patto sono quelle le regole che ci verranno applicate».

Poi l’affondo sui mini-bot

Ma un messaggio ancora più chiaro Conte lo ha mandato parlando dei mini-bot, proposti dalla Lega e diventati argomento caldissimo dell’agenda economica, dopo la dura presa di posizione di Confindustria giovani e la bocciatura di Mario Draghi. «È una iniziativa parlamentare che non ho ancora discusso con i promotori della Lega, ma da giurista mi sembra evidente che presenta diverse criticità», Conte dixit.

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