Amore per la montagna, deputato e sindaco per la terza volta: Luca De Carlo

sabato 8 giugno 14:58 - di Francesco Storace

Luca De Carlo, deputato di Fratelli d’Italia, da pochi giorni è stato confermato sindaco di Calalzo, nel bellunese.  È uno dei volti nuovi del Parlamento, i suoi concittadini lo hanno premiato anche come amministratore.
Perché una terza volta come sindaco di Calalzo?
“Mi sono presentato per il terzo mandato per gli stessi motivi per i quali mi sono candidato per la prima volta: cioè l’amore per il mio paese e la passione per la politica. Sono queste le due motivazioni che ancora ho e che non mi fanno desistere. Inoltre fare il sindaco mi aiuta nella mia attività parlamentare, perché il legame stretto con il mio territorio mi porta a vedere le cose sotto un profilo diverso molto più pratico e meno demagogico”.

Il rapporto con la comunità

I cittadini continuano a votarti. Che rapporto avete?
“Spesso me lo chiedo anche io .. come è possibile che i miei concittadini non si siano ancora stancati di me dopo ben dieci anni? Scherzi a parte credo che il segreto di questo bellissimo sodalizio sia quello di lavorare con impegno superando spesso i propri limiti per raggiungere i risultati per la mia comunità, questo modo di essere viene riconosciuto dalla gente che ti vuole bene e ti perdona anche qualche errore“.
Che cosa conti di portare a casa nel terzo mandato?
“Credo che prima di tutto ci sia un territorio molto provato da rimettere in piedi dopo la terribile alluvione dello scorso ottobre che ha provocato ingenti danni, questo impegno credo che drenerà la maggior parte delle nostre energie. Poi continueremo nella costruzione del welfare comunale che è uno dei più sviluppati della nostra provincia, dando molta attenzione ai giovani e alle famiglie attraverso l’utilizzo dei bonus bebè, quelli per i libri e per i trasporti. A questi vanno aggiunte anche tutte le attività che da dieci anni svolgiamo per la difesa e per la sensibilizzazione nei riguardi nell’ambiente. Dalle tante iniziative sulla riduzione dei rifiuti che ci hanno portato a essere il miglior comune del Veneto, all’utilizzo di prodotti biologici nelle mense dell’asilo”.

Puntare sulla montagna

Sindaco e deputato. Che cosa manca ai piccoli comuni per non fare andare via la propria gente?
“E’ una delle grandi sfide che i piccoli comuni devono affrontare, sappiamo che ciclicamente vi è una migrazione verso le città più grandi. Questo perché vivere nei piccoli comuni ha un costo più elevato sia sotto il profilo economico sia per la mancanza di servizi. Non è un caso le regioni e le province dove c’è un minore spopolamento siano quelle totalmente montane come Trento, Bolzano e la Valle d’Aosta, questo non solo perché sono a statuto speciale ma anche e soprattutto per il fatto che vi si attuano politiche omogenee, mirate solo alla montagna. E’ evidente che l’autonomia non sia la panacea di tutti i mali, credo che sarebbe molto più efficace una politica nazionale mirata alla montagna e alla tutela dei piccoli centri ben sapendo che lo spopolamento si contrasta in modo definitivo attraverso la creazione di posti di lavoro. Inoltre in questi anni i contributi statali e regionali diretti ai comuni sono stati drasticamente tagliati, da qui l’evidente difficoltà da parte dei sindaci a occuparsi di qualcosa di diverso dalla normale amministrazione”.

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